Udinese e l’angelo che mi ricambia

di Franco Canciani
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Fatto: la rete annullata a Okaka non è uno scandalo.

Fatto: se per dare il rigore sul fallo subìto dall’umbro si è attesa la VAR per tre minuti (il collaboratore di linea aveva, per ragioni tutte sue, la bandierina alzata) allora l’arbitro centrale è inutile. Quel penalty lo fischiava anche mio padre, da ottanta metri, con due cateratte operate.

Fatto: l’Udinese gioca dieci minuti, sfiora la rete, è sfortunata. Ma le gare ne durano un’oretta e mezza di più, purtroppo per loro.

Fatto: presidente e allenatore del Torino, che sono vecchi esperti di comunicazione, attaccano prima di essere attaccati adombrando rigori (inesistenti), occasioni (mai avute) pur di allontanare da sé la sensazione dell’ennesima stagione che doveva consacrare Belotti e soci ma non lo sta facendo.

Fatto: Pozzo e Nicola hanno visto un’altra partita rispetto a me. Non dico di avere ragione, ma alla fine guarda la classifica e recita ancora ‘diciannove’; e la bella gara l’hanno fatta, come detto, solo nel finale.

Fatto: DePaul è sparito da quando a Natale (2018) mancavano diverse settimane. Le sue ‘groupies’ dicono che la posizione, l’allenatore, le cavallette, Fofana che fa schifo insomma tutto congiura contro di lui, che invece anche oggi (come col Parma) risulta decisivo.

Fatto: probabilmente il silenzio dei tifosi friulani ha deconcentrato il prode argentino all’atto di battere il calcio di rigore.

Fatto: vedere alcuni giocatori torinisti esultare alla rete annullata, cosa che nemmeno all’epoca di Barak fecero, è discutibile. Gente come Gustavo non l’avrebbe mai fatto: al massimo inseguiva baroni vari per schiaffeggiarli.

Fatto: Abbiamo perso, 89esima ‘perla al contrario’; ottantanovesimo chiodo nel cuore. Tac, tac, tac. 

L’Udinese perde, con buona pace dei colleghi con cui ho discusso stasera al palazzetto Carnera (dove invece non hanno perso) perché è inferiore al Torino e subisce rete in una delle tre occasioni create dai padroni di casa. Lo dicevo già ieri: se una squadra attrezzata per difendere nei propri venti metri non sfrutta i contropiedi concessi da un’avversaria svagata e messa male in campo, allora il destino, a meno di una retroguardia irreprensibile, è scritto.

Quando Julio (ex allenatore anche formalmente) è stato spedito dopo un rigore sbagliato da un argentino ad Empoli, Nicola parse una soluzione plausibilmente percorsa. Speravo che il piemontese mettesse, sì, a posto la retroguardia ma non credevo si arroccasse in codesta maniera a difesa del bravo Musso.

Oggi gli episodi hanno detto male, ma aggrapparsi a questo è ingiusto e miope. Continuo a dire che alla fine l’Udinese ce la farà, ma forse è un mantra che vuole riaccendere il mio ottimismo più che esprimere una certezza assoluta.

Però credo al karma; a quel meccanismo per cui ogni ente o individuo gode dei frutti delle azioni commesse.

L’Udinese tira poco in porta, e segna di conseguenza.

L’Udinese si porta tutte (tutte) le avversarie in area, e ogni tanto anche i suoi centrali commettono qualche errore. In percentuale, peraltro, meno di colleghi ben più celebrati.

L’Udinese ha dei punti fermi che deludono ogni gara di più. Sekogioca con pressione, insicurezza e imprecisione: oggi un paio di contropiedi dovevano essere portati ‘dall’altra parte’ con più piglio. Sono di solito contrario a togliere chi è in difficoltà, ma Fofana è in rottura prolungata e deve riposare in panchina.

Un altro è Mandragora, che si immediocrisce sempre più ad ogni maledetta domenica. Oggi lo ricordo solo per una punizione battuta da amatore. Pochino per il capitano della nazionale U21…

E il diéz argentino? Adesso basta. Pretende di tirare i rigori, e ci sta: ma riesce solo a calciare un tiretto a mezz’altezza. Inciso: un allenatore da allievi mi disse ‘metti i rigori a mezz’altezza solo se vuoi che il fotografo faccia un bel ritratto al portiere’. Questione di fisica, forse Rodrigo ha studiato altre cose alle scuole medie. Guardi come calcia gente tipo Ibra e nel frattempo lasci tirare un compagno. Ancor peggio è cercare di uscire in dribbling a ridosso della propria area mentre la sua squadra sta salendo. Cosa guadagna? Non certo un assist potenziale. Allora o capisce che essere giocatore che si schiera largo a sinistra o si prepari al secondo anello di San Siro. Perché rispondo ad un non-collega (è lui che si vergogna di noi e non viceversa): De Paul non può fare la mezzala. Non ne è in grado, e lo dimostra.

Parlavo di karma: cosa succede quando le cose vanno non benissimo e i supporter rumoreggiano oppure (nostro caso) tacciono, ed al contempo si decide di parlare senza essere certi di dove si andrà a finire?

Mi ricordo il ‘discorso della luna’ di Roncalli. Sapeva, Giovanni Vigesimo Terzo: entrò nella storia.

Più prosaicamente ‘il discorso del panettone’, che provocò una certa frizione fra l’autore e chi Vi scrive: andò a finire male.

E venerdì abbiamo assistito al ‘discorso alle pance piene’. Ecco: perso anche col Torino. 

Perché ho sempre questo dubbio, incertezza; c’è sempre la stessa cosa che mi chiedo, ma resterà domanda senza risposta: siete tutti Fonzie? 

È così dura uscirsene con un bello ‘scusateci; abbiamo ritenuto di operare per il meglio, anche oggi ne siamo certi ma i risultati ci dicono che non è così. Vi chiediamo scusa, ci inchiniamo al Vostro amore e al contempo domandiamo il Vostro aiuto per uscirne, meglio che possiamo e soprattutto assieme’.

Serve molto? Così tanto a chiedere scusa anziché attaccare a testa bassa il popolo degli ingrati? Così tanto a capire che tutti questi chiodi sul petto fanno fottutamente male, specialmente sentendosi dire che sono meritati?

Spero Nicola arrivi fino in fondo. Spero a nessuno venga l’idea di cacciarlo per prendere qualcuno d’altro. Spero Davide riesca finalmente a trovare la quadra in questa formazione che oggi appare ancora molto brancaleoniana.

Spero a fine anno l’Udinese rimanga in serie A: anzi, non me ne frega più nulla. Certe dichiarazioni mi hanno fatto sprofondare ancor di più della rete di Faraoni. 

E il sentimento sono certo sia ricambiato dall’angelo che sa che quest’asina (io) rimarrà a guardarli, sempre, come oggi. Si, amico mio: sono un còrreo.

Adesso due gare: sei punti o lo spettro si materializzerà.

 

 

 

 

 


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