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Arriva la SPAL, stesso gioco ma posizioni diverse, questa Udinese con maestro Gotti si deve ora dimostrare forte

di Davide Marchiol
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Sì la parola maestro è forse un po' esagerata, però l'impressione che si ha vedendolo e sentendolo parlare è un po' quella. Gotti dà veramente sicurezza, ma non una sicurezza dettata dall'esaltazione, ma con parole chiare e lucide. Evidentemente la stessa cosa devono averla percepita i giocatori. Era da un bel po' che non si vedeva l'allenatore coinvolto nelle esultanze e contro il Genoa l'ex Chelsea tutte e tre le volte è stato travolto dai suoi uomini. Certo, questo non vuol dire che sia infallibile, i rapporti si possono poi anche incrinare. Visto che è tra i candidati possiamo fare l'esempio di Zenga. Nelle prime partite del suo Venezia i Leoni andavano più di qualche votla a festeggiare una rete (lampante l'esempio di Segre che dopo un bolide fuori area addirittura salta addosso all'Uomo Ragno travolgendolo), poi però alla fine lo spogliatoio si è rotto comunque.

Siamo a venerdì, i discorsi sul nuovo allenatore devono però andare un po' alla volta in secondo piano, c'è una SPAL da affrontare. Gli spallini vengono dalla sconfitta interna contro la Sampdoria, con i blucerchiati che hanno abbandonato l'ultimo posto per lasciarlo proprio ai ferraresi che ora devono dare una scossa importante. Il Friuli (Dacia Arena) sarà caldissimo come sempre, con biglietti a prezzi popolari, Gotti e l'Udinese dovranno completare l'opera. Tre punti sarebbero pesantissimi, per poi tornare a Marassi per il secondo scontro diretto con le genovesi, stavolta la Sampdoria. Riuscire ad arrivare al post blucerchiati con un bel bottino permettere di scacciare fantasmi poco graditi.

La SPAL ha uno stile di gioco molto simile all'Udinese, con un centravanti di peso come Petagna a creare gli spazi per i compagni. I biancocelesti però hanno ceduto in estate l'innesco, quel Manuel Lazzari che spesso ha fatto ammattire le difese della Serie A. La cosa si vede nei numeri eccome, anche considerando che il suo sostituto (Marco D'Alessandro, lo conosciamo bene a queste latitudini) è andato subito fuori per infortunio. Semplici però non ha le scelte che pul avere Gotti. Con tutta probabilità per otto undicesimi la formazione è già pensata, ci sono giusto un paio di considerazioni finali da fare. Innanzitutto capire se Larsen potrà partire dal primo minuto o se si giocheranno il posto sulla fascia di nuovo ter Avest e Opoku. In secondo luogo bisogna decidere come completare il tandem offensivo con Okaka. Fino ad ora con Nestorovski come compagno è sempre andata bene ma, se pensiamo magari a una SPAL arrembante, mettere un contropiedista come Pussetto o Lasagna o un giocatore che inneschi rapidemente l'ex Watford come De Paul, allora le prospettive potrebbero cambiare. L'avanzamento del diez potrebbe riportare alla titolarità Fofana o aprire uno spazio per Barak.


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