Behrami, Hallfredsson e Sandro, non sono italiani, ma la base per fare uno zoccolo duro c'è

di Davide Marchiol
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L'Udinese è alle prese con la lotta salvezza, che vede i bianconeri andare al ritmo che ci sarebbe aspettati, ma anche un Empoli che non sta mollando di un centimetro. Proprio per questo la sfida con il Frosinone, che poteva chiudere i giochi, invece ha portato in classifica a un nulla di fatto. Il calendario dei toscani, il fatto che manchino solo due partite e i due punti di vantaggio (più la posizione privilegiata data dallo scontro diretto) pongono i bianconeri in una posizione di sicuro vantaggio. Nel calcio però mai dire mai. Esattamente però come il futuro è imprevedibile, qualche piano per il futuro bisogna iniziare a metterlo sulla carta. Si torna già a parlare della necessità di formare uno zoccolo duro composto da italiani. Nella vita però la fretta è spesso cattiva consigliera. L'Udinese gli elementi per iniziare a costruire un nuovo nucleo di senatori li ha già tutti in casa, bisogna sapere solo dove guardare.

Mettiamo da parte per un attimo il discorso spina dorsale, ci sono Musso, Troost-Ekong e Pussetto che sono giocatori di spessore da cui ripartire, ma c'è il calciomercato di mezzo e tutte le conseguenze che sappiamo, come offerte da capogiro, voltafaccia improvvisi etc. Concentriamoci dunque su chi la maglia dell'Udinese l'ha già vestita, ha tanta esperienza sia ad alti livelli che nelle lotte salvezza e, soprattutto, ha tanta grinta in corpo. Il discorso di volere una base di italiani è comprensibilissimo, d'altronde l'asse storico Domizzi, Pinzi, Di Natale, affiancato da Pasquale, era tutto del Belpaese, ma la politica societaria non va tanto a guardare la nazionalità e ora i giocatori nostrani sappiamo avere costi nettamente maggiori rispetto a una volta. Mai come ora dunque si può ripartire da chi già c'è.

Sandro, Behrami, Hallfredsson, tre giocatori che, come detto sopra, hanno tanta esperienza alle spalle. Ovviamente questo si traduce anche in un'età non più verdissima e un fisico abbastanza fragile, ma la loro utilità in uno spogliatoio è innegabile, soprattutto perchè gli ultimi due, benchè arrivino da oltreconfine, sono in Italia da tantissimo e ormai conoscono molto bene l'Italia. Senza contare che l'islandese ha passato il grosso della sua carriera proprio in giro per lo stivale. Si chiede di amalgamare uno rosa spesso fatta da giovani che arrivano da tutto il mondo, partire anche solo da tre elementi che sappiano già dare l'imprinting iniziale sarebbe un gran bel passo avanti. Poi in campo è un altro discorso, è chiaro che parliamo di tre giocatori che non possono essere considerati come quelli che alzano il tasso tecnico della squadra, ma nel calcio, soprattutto quello moderno, la qualità conta sì, ma fino a un certo punto, serve innanzitutto avere un gruppo solido, dei senatori che sappiano aiutare l'allenatore a inserire i nuovi. Sandro sarà riscattato e sarà il primo "anziano". I contratti di Behrami e Hallfredsson sono in scadenza. Non ripetiamo errori del passato, rinnoviamo gli accordi con loro e cominciamo a dare delle basi solide alla nuova Udinese. Solo così si potrà cominciare nuovamente a parlare di zoccolo duro bianconero.


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