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A metà dell'opera

di Giacomo Treppo
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Partiamo da un presupposto realistico. Il business è a Londra e a quello è interessato Gino Pozzo. Ed è facilmente dimostrabile. Schiattarella della Spal, il migliore dei ferraresi contro di noi, è sul mercato. A noi servirebbe come il pane, anche se non è mancino. Invece su di lui c'è il Frosinone.

Ecco, questo fa capire il livello di interesse della proprietà nel creare un gruppo di italiani in un squadra che ha ancora bisogno, forte bisogno, di un centrocampista che sappia fare entrambe le fasi. E come lui ci sono Viviani, Viola, Barberis... Inutile piangersi addosso. L'Udinese ora è questa qua, come se 25 anni del Paron non fossero mai stati. Non so voi che leggete ma io non riesco a guardare le immagini i partite del passato: sento un dolore fisico nel vedere Bierhoff e Bachini, Di Natale e Sanchez. Meglio vivere nel presente ed essere più realisti del re.

All'Udinese serviva una prima punta che conoscesse il campionato italiano e un centrocampista che sappia sostituire Behrami, meglio se bravo in entrambe le fasi. Ed uno è arrivato: Okaka è la classica prima punta che può lottare, fare a spallate e creare spazi per Lasagna. Le tanto attese sinergie all'interno del Gruppo Pozzo's sono avvenute. Dopo l'importantissimo Behrami è arrivato anche la prima punta che questa rosa necessitava. E' arrivato a Udine a spese zero, poco importa. E' importante invece che finalmente avremo una rosa equilibrata ed adeguata. Ok, siamo i cugini poveri, questione di soldi, di profitti. Quello che interessa a me, però, è che l'acquisto sia adeguato e mi pare proprio di sì.

Stefano Okaka da Castiglione del Lago ha una discreta media di gol e di assist in serie A: più o meno uno ogni 4 partite, senza contare però gli spezzoni, altrimenti la media cresce. E' italiano (lasciamo tutti i discorsi politici al di fuori del calcio, per favore) e conosce benissimo il nostro campionato. Assieme a lui dovrebbe, lo spero, rimanere anche Teodorczyk. Così finalmente abbiamo due seconde punte brave ad inserirsi (Lasagna e Pussetto) e due prime punte brave a fare il centro-boa. Titolari e ricambi, sta al mister decidere come e se utilizzarli, ma finalmente (lo ripeto) la società gli sta mettendo a disposizione una rosa adeguata e completa.

Manca ancora un tassello: un centrocampista che sappia sostituire Behrami quando non ce la fa, che sappia dare un contributo come D'Alessandro. Le squadre di Nicola non sono improntate allo spettacolo e il tiki taka. L'Udinese è stata costruita (male, poi raffazzonata, quindi aggiustata) per fare un gioco fisico, tattico, principalmente in verticale. Con Okaka e il ritorno di “Teo” abbiamo finalmente il giusto sfogo ai momenti di pressione: palla in avanti per la prima punta che la deve difendere e far salire la squadra. Ora serve un centrocampista che sappia fare la fase difensiva. Se riuscissimo a recuperare Fofana (non mi aspetto miracoli, ma nemmeno le ultime prestazioni) e a rilanciare Barak (l'uomo delle geometrie e degli inserimenti da centrocampo con un buon tiro), allora la salvezza sarebbe alla nostra portata.

Una salvezza, sempre meglio ricordarlo a chi vorrebbe sognare di sogni che la società ci ha negato, che dovrà passare necessariamente, come la storia insegna, per molti pareggi a reti inviolate. Prima di Nicola erano passati più di tre anni dall'ultimo 0 a 0. Nelle sue sette partite abbiamo raccolto tre pareggi dei quali due a reti nulle. Può sembrare poco... anni fa quelle partite venivano perse: ricordo che con Marino perdevamo in casa per 1 a 0 contro squadre a noi inferiori, Delneri è stato esonerato dopo un 0 a 1 per il Cagliari con gol subito su errore difficile da commentare di Danilo e Widmer. Quello è un difetto che dobbiamo eliminare. Abbiamo buoni difensori, non eccezionali ma di sicuro migliori rispetto alla passata stagione. Quello deve diventare il nostro punto di forza. Per il bel gioco... meglio abituarsi all'idea che chi sta nella stanza dei bottoni non è interessato a portare l'Udinese dove potrebbe stare, dove è stata per quasi venti anni.

Ah, dimenticavo: i 9 punti in 7 partite portati da Nicola non devono far dimenticare che puoi comprare tutti i giocatori del mondo, ma se la società non si organizza e non segue veramente l'allenatore, è tutto inutile. E lì sta a Pradè. Da lui è lecito aspettarsi meno parole e un lavoro oscuro sulla squadra, isolandola dalle tante, troppe voci presenti in società e portandola su una strada che deve essere una e sola: quella dell'allenatore. Senza l'organizzazione, che lo ripeterò sempre, è a costo zero perché non le devi pagare nemmeno lo stipendio, non si arriva da nessuna parte.

Rimaniamo alla finestra, aspettando il secondo, necessario arrivo. 


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