L’Udinese che conquistò Zenica: ora tocca all'Italia
Fonte: Francesco Cosatti di Sky Sport
Quando si parla di Zenica, oggi il pensiero va subito alla Nazionale. Ma prima delle sfide azzurre, c’è stata un’altra Italia capace di imporsi su quel campo: l’Udinese di Francesco Guidolin.
Estate 2013. Archiviata la delusione dei playoff di Champions contro Arsenal e Sporting Braga, i bianconeri ripartono dall’Europa League. Il sorteggio li oppone allo NK Siroki Brijeg, ma si gioca a Zenica, al Bilino Polje, perché lo stadio dei bosniaci non è a norma. La trasferta è particolare: viaggio via Sarajevo, hotel affacciato sullo stadio, pochi tifosi ad accogliere la squadra. Il più richiesto è Antonio Di Natale. Il clima è caldo ma senza pressione: più campo neutro che fortino.
In campo però non c’è storia. Guidolin lo aveva detto: “Per noi vale come la Champions”. E l’Udinese chiude i conti già nel primo tempo: 3-0. Apre Di Natale su punizione (applaudito anche dai tifosi locali), poi doppietta di Luis Muriel. Nella ripresa un rigore sbagliato a cucchiaio dallo stesso Di Natale e il gol finale dei bosniaci.
Al ritorno, giocato a Trieste per i lavori al Friuli, arriva un altro netto successo (4-0) con Di Natale, Lazari, Basta e Vydra. Perché a Zenica, prima della Nazionale, un’altra Italia aveva già vinto.