Zanoli ko, Udinese al bivio: senza interventi sul mercato la fascia destra torna ad essere un problema serio
L’infortunio di Zanoli è una di quelle notizie che fanno male due volte: per il giocatore, costretto a fermarsi nel momento migliore della sua stagione, e per l’Udinese, che perde uno degli uomini chiave del proprio sistema di gioco. La diagnosi è pesante: lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, intervento chirurgico già effettuato e tempi di recupero inevitabilmente lunghi. Tradotto: stagione praticamente finita.
Il paradosso è che Zanoli si è fatto male nella sua partita forse più simbolica in maglia bianconera, a Verona, dove aveva anche trovato anche un gol da cineteca. Una serata che doveva essere di consacrazione e che invece si è trasformata in un incubo. Da quel momento in poi, però, il problema non è solo clinico, ma diventa immediatamente tecnico e strategico.
Perché Zanoli non era una semplice alternativa: era il titolare sulla fascia destra, uno dei pochi esterni in rosa capaci di garantire gamba, profondità, intensità e continuità per novanta minuti. In un’Udinese che già fatica a costruire gioco e vive molto di transizioni, perdere un esterno così significa togliere ossigeno a tutta la manovra.
E qui si arriva al punto centrale: l’Udinese, semplicemente, non può permettersi di restare così com’è.
Con Zanoli fuori dai giochi per mesi, la coperta diventa cortissima. Ehizibue resta l’unica vera opzione naturale nel ruolo, ma è evidente che non può reggere da solo il peso di un’intera seconda parte di stagione, soprattutto se l’obiettivo è quello di non vivere l’ennesimo campionato anonimo, fatto di salvezza anticipata e poi di lenta agonia senza stimoli.
Va bene, il momento impone scelte difficili. Ma di fronte a un infortunio del genere non ci si può girare dall’altra parte: serve intervenire sul mercato, e serve farlo con lucidità.
Non un’operazione di prospettiva, non l’ennesimo giovane da far crescere. Serve un esterno destro vero, altrettanto pronto, affidabile, uno che possa entrare subito nelle rotazioni e reggere il peso della titolarità. Insomma, come diciamo noi friulani in maniera tanto semplice quanto efficace, uno “buono”.Non una scommessa da valorizzare tra due anni. Uno che giochi adesso.
Perché l’Udinese ha già perso prima Atta e ora Zaniolo per settimane, ora perde Zanoli per mesi, e continua a vivere di equilibri fragilissimi. Ogni assenza pesa il doppio, ogni infortunio diventa strutturale (pensate ora di perdere per Davis, altro soggetto all'infortunio facile). A questo punto, non intervenire significherebbe accettare consapevolmente di abbassare l’asticella delle ambizioni.
La famiglia Pozzo si trova davanti a un bivio chiaro: limitarsi a gestire l’emergenza, sperando che Ehizibue tenga e che il sistema regga, oppure cogliere l’occasione per dare un segnale, investendo su un profilo già pronto, che possa mantenere competitivo il livello della squadra.
Zanoli tornerà, ma non prima di molti mesi. Nel frattempo l’Udinese deve decidere se restare ferma o se, dato che il mercato è aperto fortunatamente, muoversi tempestivamente. Non farlo, oggi, sarebbe un errore.