.

UEB Cividale, il PAGELLONE DELLA STAGIONE: tra sorprese e delusioni, il futuro è nel nome di Berti

di Alessandro Di Lenarda

Subito la vittoria alle Final Four di Supercoppa, poi una stagione sorprendente fatta di diversi alti e alcuni bassi, caratterizzata da mosse di mercato in entrata e in uscita che non hanno però stravolto l’andamento prestazionale della squadra. La qualificazione diretta alla fase playoff con una giornata d’anticipo, i quarti di finali vinti agevolmente contro Rieti e lo scoglio Rimini, troppo alto per essere scalato, a chiudere l’annata nelle prime semifinali della storia del club. Sono stati questi, in poche righe, gli highlights della stagione della UEB Cividale, la quarta nel campionato di Serie A2.

Tra solide conferme, sorprese, delusioni, nuovi arrivi e addii… ecco il pagellone di fine anno dei giocatori che hanno vestito la maglia Gesteco.

EUGENIO ROTA 7 - Iniziamo dalla fine. Quella appena conclusa è stata l’ultima stagione dell’autentica bandiera delle Eagles, il capitano più longevo della giovane storia ducale. Una notizia di certo inaspettata che, in attesa di scoprire la nuova destinazione del play, rende però onore a un giocatore atipico rispetto alle caratteristiche fisiche: i 178 cm non avrebbero dovuto permettergli di essere un’arma in più a rimbalzo offensivo, jolly che è invece diventato un marchio di fabbrica. Così come l’intensità difensiva, unita a quei guizzi in attacco che lo hanno reso il beniamino del pubblico nella sua lunga permanenza a Cividale. Ora, però, la città longobarda saluta il suo capitano.

LUCIO REDIVO 7.5 - Da dove partire per commentare la stagione a due volti dell’elemento di maggior talento della rosa? Si presenta a dir poco fuori forma, riuscendo comunque a far emergere a tratti quel talento che di certo non se ne va per colpa di qualche kg di troppo. A gennaio, però, l’argentino tocca il fondo. Non solo zero punti, ma zero tiri tentati al PalaSojourner: è solo l’apice (negativo) di un periodo che definire sottotono sarebbe un eufemismo. A quel punto, il bivio della società: o si cambia registro, oppure anche il giocatore più amato dal pubblico può fare le valigie. Non è servito dire altro, perché da quel momento in poi il Sindaco è tornato alla sua scrivania: i 48 punti in Gara-2 contro Rimini sono il culmine di una seconda parte di stagione in crescendo, nella quale l’argentino ha ripreso a deliziare tutti con le sue giocate, individuali e per i compagni. Ah sì, la storia d’amore tra Cividale e il suo “primo cittadino” non finisce qui: il rinnovo fino al 2028 è già la notizia dell’estate.

LUCA CESANA 5 - Un tiratore vero e proprio, giunto da Milano per fornire un’arma in più dai 6.75. Eppure non convince mai. Garantirgli la sufficienza per gli acuti contro Ruvo e Pistoia significherebbe dimenticarsi di tutte le gare in cui ha deluso, proprio perché l’impressione costante è quella che possa fare molto di più. Il rinnovo sembra però alle porte: l’impressione è che il club voglia dargli una chance in più proprio questo motivo. Staremo a vedere.

MARTINO MASTELLARI 6 - 32 gare fino ad aprile, poi la svolta inaspettata. La chiamata di casa, quella della Fortitudo, coincide con il momento di sconforto dovuto alle ultime prestazioni e alla sempre più difficile convivenza (sportiva) con i compagni di reparto. Le strade si separano e a esser onesti ogni tanto, soprattutto contro Rimini, la sua classica uscita dai blocchi con canestro annesso è mancata ai gialloblù. Mezzo punto in meno per quel saluto a città e squadra mai arrivato, cosa che in epoca social sta alla base della riconoscenza verso l’ambiente.

LUCA CAMPOGRANDE 5.5 - Dopo una prima parte di stagione horror a Pistoia, dove tutto è andato male per tutti, Cividale è la classica meta per rinascere. Se quanto offerto sul campo non è sufficiente per arrivare a un voto positivo, sono poche anche le 15 partite a referto. Per ambientarsi serve tempo, perché il giocatore visto a Trieste nelle stagioni passate è molto più di questo.

LEONARDO MARANGON 8.5 - “Se restasse ancora un anno diventerebbe il miglior italiano della categoria”. Con queste parole coach Pillastrini ha salutato il gioiellino classe 2005, prossimo a vestire la casacca dei Providence Friars in NCAA. La serie di liberi sbagliata a fine stagione non inganni, il ragazzo ha tutto. Arrivato a Cividale da sbarbato, l’anatroccolo è diventato cigno: un cigno che se ne va verso altri lidi, con la palma del Miglior U-21 della categoria e un bagaglio difensivo che lo farà rimpiangere.

ALESSANDRO AMICI 6 - A 34 anni, quella a Cividale sembrava dover essere l’ultima chiamata. Il destino ha voluto che lo sia a tutti gli effetti, perché quando il crociato fa "crack" la salita è dura per tutti. Resta il grandissimo impegno profuso nelle 16 gare a referto, qualcosa che dalle parti di via Perusini la tifoseria non è solita dimenticare.

FRANCESCO FERRARI 9 - Che avesse vita breve a Cividale si sapeva già durante l’estate scorsa. Il trasferimento di gennaio alla Virtus Bologna è doveroso, per un profilo che sarà senza dubbio uno dei volti della nazionale italiana per lungo periodo. Un passo avanti agli altri, di settimana in settimana. Resistere a certe offerte non è facile, resta solo un grande interrogativo: dove sarebbe arrivata la Gesteco se fosse riuscita a trattenerlo fino a fine stagione? Non lo sapremo mai.

ALESSANDRO FERRARI 7 - Il Senior tra i Ferrari Bros rimane nell’anonimato per mesi, fino a quell’exploit che lo rende l’arma in più della fase playoff. Ora la parola d’ordine è una sola: continuità. Se l’ex Ravenna è quello visto nelle settimana conclusive, il titolare nel ruolo di 4 è già in casa UEB.

COSIMO COSTI 6.5 - Altro deluso dalla precedente esperienza, giunto a Cividale per ripartire. Quando perdi uno come Fra Ferrari, Costi non è proprio il profilo che ti aspetti come sostituto. La mossa della società è tanto inaspettata quanto positiva e ponderata, dato il contratto a medio termine con il quale si è legato ai cividalesi. Pilla docet.

DESHAWN FREEMAN 7 - Che gli vuoi dire? È uno dei centri più determinanti dell’A2, questo non lo può negare nessuno. Per mesi c’è stata una Gesteco con Freeman e una Gesteco senza Freeman, a riprova di quanto un giocatore del genere possa spostare gli equilibri di un’intera squadra. Poi, sul più bello, diventa “un americano” qualunque: un presunto problema fisico non gli permette di scendere mai in campo contro Rimini, la società ha una versione dei fatti, il giocatore un’altra. La verità non è ancora venuta a galla e sembra non doverlo fare mai, ciò che pare invece certo è il solito modus operandi degli statunitensi già promessi sposi di altri club. Il voto per quanto visto in campo è nove, per quanto dimostrato fuori dal parquet è cinque. La media, per chi ha un minimo di confidenza con la matematica, fa sette.

TONI ROCAK 6.5 - Non è facile vestire i panni dello straniero a tempo determinato, il ruolo che ricopre per alcune settimane vista l’assenza di Freeman. L’apporto offerto non è quello di una prima scelta ma risulta determinante, tanto da rimanere a tutti gli effetti nelle grazie della Marea Gialla: la presenza a bordocampo in tutta la serie con Rimini ne è la testimonianza.

MATTEO BERTI 8 - Dulcis in fundo. La fiaba dell’anatroccolo che diventa cigno è già stata usata poco sopra, anche se il caso del ragazzone di 213 cm casca a pennello con quel tipo di narrazione. La sua crescita è sotto gli occhi di tutti e, ad oggi, nell’intera categoria, diventa difficile trovare più di tre centri in grado di risultare più determinanti del 19 in maglia gialloblù. I margini di crescita, per assurdo, sono ulteriori. Ladies and gentleman, il nuovo capitano della UEB Cividale.

COACH PILLASTRINI 8.5 - "You’re watching a master at work". È più o meno questa la vocina che irrompe nelle menti di chi ha seguito con attenzione tutto ciò che è successo nel corso della stagione, osservando poi la gestione del tecnico ferrarese. Con una lectio magistralis dopo l’altra, Pilla dà prova di cose si gestisce una squadra in partita ma anche in allenamento e nelle scelte di mercato. La sua guida è ormai una tappa obbligatoria per un giovane che vuole emergere e farsi le ossa prima di un grande salto, un porto sicuro invece per chi ha bisogno di rimettersi in sesto dopo una parte (breve o medio-lunga) di carriera complicata. Pillastrini non solo incarna, dà proprio forma al progetto UEB Cividale.


Altre notizie