Udinese, Brenner e Pizarro tornano in Sudamerica: cosa non ha funzionato
Doppia cessione, entrambe in Sudamerica per l'Udinese che saluta sia Brenner che Pizarro, rispettivamente nuovi giocatori del Vasco da Gama e Racing. Due attaccanti che dovevano essere il presente, ma soprattutto il futuro, del club bianconero ma che in realtà non hanno rispettato le attese alla loro prima esperienza in Europa.
Il classe 2000 (arrivato come cessione più onerosa della storia della Mls) non si è mai realmente ambientato in Friuli. Dopo un avvio di avventura complicato, caratterizzato da uno strappo muscolare nel pre stagione e un rientro a disposizione di Cioffi forse nel momento più complicato della storia recente dell'Udinese, con Runjaic trova fiducia e minutaggio. A Bologna fornisce l'assist per Giannetti, con la Lazio è tra i migliori in campo e poi segna il gol vittoria con il Como. Un inizio di stagione che faceva ben sperare, salvo poi subentrare la questione Saudade.
Nonostante l'Udinese gli avesse messo tutto a disposizione, la lontananza dalla famiglia e la differenza climatica e sociale rispetto al Brasile hanno avuto la meglio sullo stato d'animo del giocatore. Nemmeno il prestito al Cincinnati, in un ambiente dove forse Brenner è riuscito a esprimere il suo massimo potenziale, è servito a trasformare quegli sprazzi di talento in continuità di rendimento.
Discorso diverso per Damian Pizarro. Il cileno ha lasciato il Colo Colo con tanto di pasillo de honor ed è arrivato in Europa con tante aspettative. Chi aveva seguito la Copa Libertadores si era accorto delle qualità del classe 2005 ma, una volta arrivato in Friuli, è parso indietro - soprattutto tatticamente - per il calcio italiano. Le doti fisiche non gli sono mai mancate ma anche le parole del suo idolo Alexis Sanchez ("È un talento grezzo, ha bisogno di tanto lavoro") hanno fatto presagire a un inserimento prudente.
C'era bisogno di tempo, perché anche le poche partite in Primavera hanno fatto intravedere che Pizarro avesse bisogno di ancora tanto lavoro, ma forse anche di un altro Damian. La componente comportamentale ha avuto un peso importante (in negativo). L'episodio chiave è stata la decisione di rinunciare alla convocazione in estate della selezione cilena U20. "Damian Pizarro era convocato, ha preferito andare in vacanza piuttosto che essere qua con noi. Non ho molte altre cose da dire", aveva spiegato lo scorso giugno il ct Cordova. Risultato? Il 2005 non è stato convocato questo ottobre ai Mondiali di categoria, organizzati tra l'altro proprio in Cile.
In estate si è optato per il prestito al Le Havre, secco perché la speranza era che un nuovo ambiente potesse dare all'attaccante nuovi stimoli e ritrovare quella spensieratezza vista al Colo Colo. Ma anche in Francia, dopo due presenze da subentrato per un totale di 26 minuti, non è nemmeno più stato inserito nella lista dei convocati. E da qui la scelta dell'Udinese di interrompere il prestito e mandarlo a giocare in Sudamerica.
Brenner e Pizarro sono stati due investimenti potenzialmente azzeccati da parte del club bianconero, ma forse per entrambi il salto in Europa è stato decisamente troppo grande.