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Udinese alla prova del 9: avrà imparato dagli errori del passato?

di Francesco Maras

Stavolta non è arrivato il colpo contro la big per l’Udinese. I bianconeri escono meritatamente sconfitti dalla sfida contro una Juventus che ha fatto il minimo per vincere, riuscendoci. Contro questa Juventus - non più la schiacciasassi di qualche anno fa - i padroni di casa avrebbero dovuto e potuto fare di più, salvo presentarsi con un atteggiamento troppo remissivo. Ora rimangono 9 partite per dare un senso a un finale di campionato, soprattutto per non incorrere nello stesso errore della scorsa stagione.

La squadra di Kosta Runjaic ha dimostrato in questa stagione di poter battere o, quantomeno, mettere in difficoltà squadre più blasonate e più organizzate. Ciò, più che essere un punto d'orgoglio, suscita forse più rabbia per i passi falsi contro compagini decisamente più alla portata e contro le quali sono stati persi punti sanguinosi. Il fatto che ci siano squadre più attrezzate per budget o più prestigiose è un dato oggettivo, così come è oggettivo il fatto che ogni partita cominci da 0-0 e che non si possa - meglio, non si debba - fasciarsi la testa in anticipo.

Per questo hanno creato diversi malumori le parole che il tecnico tedesco ha usato per definire la propria squadra ("di medio livello"), oltre all'aver preventivato in anticipo una sconfitta contro la Juventus. Come confermato in conferenza stampa, per Runjaic i valori della rosa juventina sono più alti ed è stato fatto il massimo contro il collega Spalletti, tenuto conto anche delle defezioni nell'organico. Questo forse gli ha permesso di rischiare a cuor leggero un Zarraga in una posizione difficile da capire, lasciando le fasce alla mercé di Boga e Yildiz, di rinunciare nuovamente a Miller dal primo minuto (avrebbe fatto peggio di Karlstrom o Ekkelenkamp?) e di affidarsi ancora una volta a una manovra troppo lenta e macchinosa.

Chiuso il capitolo Juventus, venerdì contro il Genoa ci vorrà una gara nella quale mostrare un atteggiamento diverso. Nelle ultime 9 partite i bianconeri dovranno prima di tutto conquistare la salvezza, quasi una formalità ormai, ma non ancora matematica. Proprio questa situazione di tranquillità, con un divario ormai quasi incolmabile sia per sperare in un piazzamento europeo sia per non finire nel vortice della lotta per mantenere la categoria, rischia di replicare il finale della scorsa stagione. Più volte i giocatori e lo staff hanno garantito di aver imparato dagli errori del passato, ora manca la prova del 9: perseverare sarebbe diabolico.


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