Talento e gol subiti: il paradosso difensivo dell'Udinese di Runjaic
Nei piani futuri dell'Udinese la stagione 2025/2026 potrebbe essere quella della verità. Il progetto a medio-lungo termine annunciato dalla società vede Kosta Runjaic nei panni di condottiero plenipotenziario, figura attorno alla quale si raduna la totale fiducia del club dal giorno del suo arrivo nell'estate 2024. La crescita dei bianconeri verso il definitivo salto di qualità, dalle parole dello stesso tecnico, sarà lunga ma costante: pochi risultati evidenti nel breve termine, tanti e concreti nel lungo. E se l'Udinese dovesse raggiungere quota 50 punti a maggio... il ragionamento non farebbe una piega.
Certo è che la rosa bianconera può in questo momento vantare un cospicuo numero di giocatori ben al di sopra del livello a cui eravamo abituati nelle stagioni passate. Spiccano tra tutti Keinan Davis e Nicolò Zaniolo, stelle indiscusse anche a livello statistico, ma oltre a questi vanno menzionati elementi del calibro di Arthur Atta, Oumar Solet e Alessandro Zanoli. Tralasciando per una volta l'indubbia qualità del reparto offensivo, pare lecito puntare la lente d'ingrandimento sulla situazione del pacchetto difensivo bianconero.
Al di là dei quattro terzini in rosa (Ehizibue, Zanoli, Kamara e Zemura), dai quali si attende un maggior impiego e una maggiore incisività anche in zona d'attacco, il pacchetto di difensori centrali appare più che folto. Runjaic può infatti contare su interpreti esperti del calibro di Christian Kabasele e Oumar Solet, di giovani "già cresciuti" come Thomas Kristensen e Nicolò Bertola, e di una delle più rosee promesse nel panorama europeo: Branimir Mlacic. Cinque nomi per tre maglie (due in caso di difesa a quattro con due centrali di ruolo), una situazione che di domenica in domenica complica positivamente le scelte dell'allenatore.
Dati alla mano, però, la situazione appare ben più critica del previsto. L'Udinese è quinta nella classifica ordinata secondo i gol subiti. Peggio dei bianconeri, che finora registrano 41 reti al passivo, solo Torino (49), Hellas Verona (49), Pisa (48) e Fiorentina (42). Un manipolo di squadre con obiettivi ben diversi dal raggiungimento della prima metà di classifica o che stanno affrontando una stagione drasticamente al di sotto delle aspettative. Il paradosso appare a questo punto evidente: come mai i bianconeri faticano così tanto a difendere la propria porta nonostante la qualità del reparto difensivo?
Certo, è impossibile negare che Runjaic dice la verità quando sostiene che gran parte degli errori (a volte fatali) sia dovuto alla mancanza di esperienza di alcuni elementi. Il processo di crescita di questi deve però essere costante e dare i propri frutti, anche e soprattutto a livello numerico. Una squadra che lotta per diventare grande e che non vanta un nunero di gol realizzati tra i migliori dieci del campionato, non può permettersi statistiche di questo genere per quanto riguarda la fase difensiva. La situazione va presa in considerazione al più presto, un'analisi di questo tipo andrà affrontata e la soluzione competerà solamente all'allenatore, sul quale la società continua a porre la sua indiscussa fiducia. Il salto di qualità passa anche da qui.