Senza Davis l'Udinese si è fermata: Runjaic spera di recuperarlo per la Fiorentina
Tre partite senza Keinan Davis, tre sconfitte. Il dato non sarà una sentenza matematica, ma racconta bene il momento dell’Udinese. Da quando l’attaccante inglese è fermo ai box, i bianconeri hanno perso peso offensivo, profondità e soprattutto riferimenti negli ultimi trenta metri.
Non è solo una questione di gol, ma di struttura. Davis è stato fin qui l’equilibratore dell’attacco friulano: capace di tenere palla, far salire la squadra, attaccare la profondità e creare spazi per gli inserimenti di Zaniolo e Atta. Senza di lui l’Udinese fatica a costruire azioni pulite e, soprattutto, a trasformarle in occasioni vere.
Le alternative non convincono. A sostituirlo si sono alternati Bayo, Gueye e Buksa, ma con risultati modesti. Bayo non è riuscito a garantire pericolosità, Gueye ha portato energia ma poca incisività, Buksa è rimasto spesso isolato, poco servito e mai davvero dentro la partita. Come soluzione tampone si è visto anche Zaniolo da falso nueve, ma troppo solo là davanti per incidere con continuità.
Il risultato è evidente: poche conclusioni, ancora meno tiri nello specchio e una squadra che, senza il suo centravanti titolare, perde identità offensiva. Anche a Bologna il primo tiro realmente pericoloso è arrivato nel finale, quando ormai il match era compromesso.
Nel post partita del Dall’Ara, il tecnico Kosta Runjaic non ha nascosto l’importanza dell’inglese: "Ci manca Davis, ha fatto un’ottima stagione sin qui. Dovrebbe tornare la prossima settimana ed essere disponibile tra i convocati per la Fiorentina. Ci manca questo tipo di qualità".
Il tecnico ha poi difeso Zaniolo, chiamato a un lavoro diverso dal solito: "Sono contento della prestazione anche di Zaniolo. Non è facile tornare dopo un infortunio, ma si è sacrificato molto per la squadra. Anche oggi ha avuto due momenti per segnare, però non ha funzionato. Non bisogna lamentarsi, ma continuare a lavorare per portare la fortuna dalla nostra parte. Non serve focalizzarci ora su cose che fanno parte del passato". Parole che invitano alla calma, ma che confermano quanto l’assenza di Davis stia incidendo sull’economia della squadra.
Il rischio déjà vu. Lo scorso anno l’Udinese aveva subito una flessione pesante quando era venuta meno la spinta offensiva garantita da Thauvin e Lucca. L’assenza dei riferimenti davanti aveva inciso sul rendimento complessivo, portando a un finale di stagione complicato. Oggi il rischio è lo stesso. Senza Davis, la squadra perde concretezza e soluzioni. Per questo il recupero dell’inglese, anche solo per la panchina contro la Fiorentina al Friuli lunedì prossimo, diventa fondamentale. Non solo per i gol, ma per ristabilire equilibri e certezze.
L’Udinese non può permettersi un’altra flessione prolungata. Evitare che la storia si ripeta è la priorità. E molto passerà proprio dal rientro del suo numero nove.