Lovric saluta l'Udinese: tutto quello che è stato e tutto quello che poteva essere
E alla fine è finita così. Trattativa lampo e valigia finalmente pronta a essere disfatta a Verona. Sandi Lovric saluta (per ora) l'Udinese, dopo una prima parte di stagione nella quale è stato messo ai margini del progetto sportivo di Kosta Runjaic. Lo sloveno lascia i bianconeri in prestito, dopo 3 stagioni e mezzo tra alti e bassi.
Perché questo è stato Lovric all'Udinese: un sali e scendi di emozioni in mezzo a un rendimento pressoché costante. Dal primo anno con Sottil in cui ha fatto intravedere le sue doti da mezzala di inserimento con gol nelle gambe fino al primo anno di Runjaic in cui è stato sempre il centrocampista più propositivo ma poco preciso.
In estate, dopo le partenze di Bijol e Thauvin, il tecnico tedesco lo nomina vice capitano. Una nomina importante, per un giocatore che aveva capito quanto contasse in questa piazza l'attaccamento alla maglia. Inevitabilmente dopo la prima sosta per le nazionali con l'allenatore bianconero qualcosa si è rotto nel rapporto, ma un epilogo del genere è davvero di difficile comprensione.
Lovric è stato un giocatore un po' scoperto per caso (arrivato a parametro zero) ma entrato per carattere e impegno in campo subito nei cuori dei tifosi. L'Udinese perde uno dei suoi nuovi senatori senza mai esserselo goduto a pieno. Perché la storia tra Sandi è il Friuli è la classica incompiuta. Senza un turning point in grado di portare a un lieto fine.