La solitUdine dei numeri 10
La solitudine dei numeri 10. La solita Udine per i numeri 10. Era successo con Thauvin, ora tocca a Zaniolo. La partita di Como ha ricordato una sacrosanta verità: al momento c'è troppa differenza tra l'Udinese e le squadre che provano a impensierire le big d'Italia (Como e Bologna per esempio). C'è differenza a livello di investimenti sul mercato, a livello tecnico e - cosa che grava su Runjaic - a livello di grinta e atteggiamento. È vero che la mentalità vincente si costruisce attraverso i risultati, ma è altrettanto vero che qualche giocatore è pronto al salto di qualità (vedasi Miller, entrato senza paura in un contesto in cui sarebbe stato bene anche se avesse avuto la maglia blu) e altri meno.
Ma una cosa la società non ha mai fatto mancare ai propri tifosi: un grande numero 10. Dopo Di Natale, sono arrivati i vari De Paul, Deulofeu, Thauvin e ora Zaniolo. Tanta qualità, spesso poco e mal accompagnata purtroppo. Anche contro il Como, Nicolò ha giocato da one man army, vagando per il campo alla ricerca di palloni che gli permettessero di entrare in partita. Ma per il salto di qualità non basta solo aspettare la giocata del singolo. Esso va messo nelle condizioni migliori per esprimersi.
Il suo talento non si discute - e i vistosi complimenti di Fabregas al termine della gara ne sono la dimostrazione - ma va aiutato e tutelato. Dopo un anno e mezzo di Runjaic, l'Udinese è una squadra fisica alla ricerca di una solidità perduta (o forse mai pienamente avuta). Manca continuità, ma nello specifico continuità di ritmo, atteggiamento e grinta. Tre principi che sarebbero dovuti essere alla base del modo di giocare del tecnico tedesco ma che ora rischiano di diventare il tallone d'Achille della squadra friulana. Non è una novità in realtà, succedeva già anche con gli allenatori precedenti a Kosta, ma se lui vuole dimostrare di poter fare qualcosa in più deve proprio ripartire da queste basi. Sempre.
Perché, intanto, un altro numero 10 cerca conforto dai vari Atta, Davis e Zanoli ma per impensierire squadre come il Como purtroppo non basta più. 20 partite, 1800 minuti a disposizione di Runjaic per dimostrare di saper cucire l'abito su misura ideale al talento di Zaniolo. Testa a Torino.