APU Udine, IL PAGELLONE DELLA STAGIONE: Alibegovic il migliore, sorpresa Calzavara
Terminata la regular season, è tempo di stilare la pagella della stagione dell'APU Old Wild West Udine. Vediamo nel dettaglio i voti dei bianconeri:
Alibegovic, 9: MVP della stagione bianconera. Nel pieno della propria maturità (cestistica e umana), il capitano fornisce una stagione incredibile, prendendosi sulle spalle il peso della squadra in diverse occasioni. Smentisce chi aveva dubbi sulla sua capacità di essere decisivo anche in Serie A con leadership, qualità e personalità da vendere. È tra i candidati al premio di Miglior Italiano: non male per un giovane trentatreenne.
Christon, 8.5: si conferma specialista negli arrivi in corso d'anno. Nelle idee della dirigenza bianconera avrebbe dovuto affiancare Hickey, ma lo sostituisce a causa della squalifica del numero 8. Prende per mano la squadra fin dal primo giorno, determinante per la salvezza. Il miglior straniero dell'era APU.
Calzavara, 8: stagione della consacrazione per il talento ex Brindisi, che ha meritato la chiamata in Nazionale e l'interesse delle big. Alla prima opportunità in Serie A dimostra personalità e la giusta sfacciataggine che gli permette di giocare senza paura. Non soffre il salto di categoria, il talento e le doti fisiche sono quelle di un playmaker moderno.
Mekowulu, 7.5: sposa la causa bianconera grazie anche allo splendido rapporto con Gracis costruito a Treviso. Mette tutto sé stesso sul parquet, lottando con grinta spesso contro avversari più strutturati di lui. Abile nel trovare punti anche dalla lunetta, la sua è una grande stagione.
Ikangi, 7: spazza via le critiche sulla sua resa in campo nella massima serie. Lo specialista difensivo dell'APU si è confermato ancora una volta, portando in dote anche un contributo in fase realizzativa non trascurabile. Fighter di nome e di fatto.
Spencer, 6.5: se Udine guida le classifiche dei rimbalzi è anche grazie a Skylar. Si fa rispettare sotto i tabelloni, nonostante non possa fare la differenza come in A2. Annata comunque più che positiva.
Da Ros, 6.5: il Mago torna in Serie A dopo 5 anni. Lo fa con una maturità e un'intelligenza che lo rendono utile alla causa, spesso in situazioni che prevedono una capacità di adattamento non comune. Abile a creare gioco dal post così come da 5 in quintetti atipici. È il veterano con più minuti di tutto il campionato e un motivo c'è.
Bendzius, 6.5: stagione a due volti la sua. Mostra quelle doti di esperienza che ci si aspetta da un giocatore navigato, ma a volte è discontinuo. Il suo apporto in fase realizzativa è fondamentale, nonostante il chilometraggio si faccia sentire.
Hickey, 6: molto complicato dare un voto alla stagione del folletto del Kentucky. Confermatissimo dopo una stagione da MVP, inizia il campionato da infortunato, esordisce mostrando buone cose, poi viene squalificato e ritorna nell'ultimo mese di regular season. Quando c'è si sente, ma la squadra gira anche senza di lui.
Dawkins, 6: valutazione non facile quella per il figlio d'arte, che ha mostrato bagliori di classe infinita in attacco alternati a una difesa che lascia spesso a desiderare. Il talento non manca a un giocatore che, se lasciato in campo, riesce ad accendersi ed entrare in striscia. La difesa però è fondamentale e questa squadra non può permettersi di vincere cercando di segnare più degli avversari. Il voto è una media tra le due fasi.
Pavan, 6: voto di incoraggiamento per uno dei due under presenti per tutta la stagione. Il coach gli regala l'esordio in LBA nell'ultima giornata.
Stjepanovic, 6: lo sloveno viene aggregato alla squadra in cinque occasioni per motivi numerici, ma anche perché è un giocatore di prospettiva. Ne sentiremo parlare.
Mizerniuk, 6: vive la stessa esperienza del collega Pavan. Anche per lui la gioia dell'esordio all'ultima di campionato.
Brewton, 5.5: a inizio stagione gli viene data grande fiducia, che però l'americano non ripaga e infatti lascia il bianconero a metà annata. Peccato, perché le qualità ci sono: manca la costanza.
Zoriks, 5: una comparsa. Non riesce a incidere, sembra un corpo estraneo alla squadra e infatti la sua avventura dura solo lo spazio di 7 partite. Unico granchio preso in questa stagione.
Direttore Sportivo Gracis, 7.5: a fine estate ha l'intuizione con Mekowulu in extremis per sostituire Juiston, Christon in corsa è un usato sicuro che svolta la stagione, Zoriks l'unico abbaglio. Conclude la sua avventura a Udine costruendo una squadra solida e adatta al gioco del coach: il modo migliore per lasciare un ricordo ancora migliore al termine di questo triennio.
coach Vertemati, 7.5: dopo aver dominato la A2, completa la sua prima annata intera in Serie A salvando la squadra già di fatto a febbraio, con la ciliegina sulla torta della qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia. Gestisce bene un gruppo con un senso di identità fortissimo creando continuità tra una stagione e l'altra. Rimane fedele alla sua idea di pallacanestro, senza mai snaturarsi, mostrando uno stile riconoscibile e temuto dai colleghi; pretende molto dai suoi giocatori, ma viene ripagato da ogni goccia di sudore lasciata sul parquet.
APU Old Wild West Udine, 8: non è mai facile per una neopromossa, specie se in città la massima serie manca da 16 anni. La forza di questa squadra è il gruppo, infatti è tra quelle che hanno cambiato meno in corso d'anno. Ha giocato alla pari contro squadre molto più attrezzate, ha chiuso il girone d'andata settima partecipando alla Coppa Italia, ha battuto l'Olimpia Milano e si è salvata in anticipo, raggiungendo l'obiettivo stagionale: non si può davvero chiedere di più. Lo sanno bene i tifosi, che non hanno mai abbandonato la squadra e hanno fatto sentire la loro presenza con fiducia e sostegno durante tutta la stagione, sia in casa (come testimoniano i 14 sold out) che in trasferta. Il merito va anche a una società lungimirante, mai appagata e sempre in cerca di migliorare i propri risultati, sia in campo che fuori.