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Apu Udine, Conti si presenta: "Bella sfida, quando sposo un progetto lo faccio per molti anni"

di Francesco Maras

Giornata di presentazioni in casa bianconera con la conferenza stampa di presentazione di Andrea Conti, nuovo General Manager dell'APU Old Wild West Udine

Prima un pensiero sul riconoscimento di Miglior Dirigente LBA: "Bel premio, da dedicare alle persone che hanno lavorato con me in questi anni, considerato anche com'è finita con la vendita al fondo americano. Mi dà altri stimoli per iniziare con intensità questa nuova esperienza".

Comincia con l'introduzione del presidente Alessandro Pedone:
"Benvenuto in una piazza che ama e respira basket. Ti ho cercato e ti ho voluto fortemente, c'è stata una grande concorrenza, ma grazie per aver capito il progetto che vogliamo mettere a Udine. Hai un grande predecessore in Gracis. Cercavamo qualcuno che conoscesse e frequentasse da tempo la Serie A, è un mare più profondo rispetto alla A2 che conoscevamo bene. L'azienda APU aveva bisogno di un maggior dettaglio nella ricerca e nella selezione, vi ammiro dal primo giorno a Cremona: per il tipo di gioco che mettevate in campo, per i rischi presi - come abbiamo fatto noi - nel rispetto del fair play finanziario. Fare scommesse che possano avere una durata è molto più difficile. Apprezzo tutti quelli bravi, soprattutto le squadre che hanno budget simile al nostro. Avevamo necessità di una figura più rotonda, non solo di direzione sportiva, ma anche nella contrattualistica ad esempio: ci vuole che il coordinamento sappia parlare la lingua delle persone con le quali si interfaccia".

Andrea Conti si presenta così:
"Ho sempre percepito un grande potenziale, bisogna andare sempre da quelli che ti vogliono. Qui si respira pallacanestro, non ho avuto grandi dubbi, ho chiesto solo un po' di tempo per decidere per motivi familiari. Sono una persona presente nella società, la vivo tutti i giorni, cerco di instaurare un rapporto cordiale e propositivo con le persone che lavorano. Vedo un potenziale non solo sportivo, ma anche a livello di fanbase, societario, con tanti ambiti che si possono migliorare. Per me è una bella sfida, spero di stare qui a vita: quando sposo un progetto lo voglio fare per molti anni. Voglio fare bene qui e lo voglio fare per l'APU".

Sul mercato ha detto:
"Penso che ci orienteremo verso il 6+6, ma mi riservo di fare valutazioni con il capo allenatore, una persona che stimo. Penso che in Serie A il livello fisico e atletico sia alto, va migliorato questo aspetto. Bisogna avere i migliori possibili tenendo conto del budget". 

Come si lavora in una squadra come Cremona che già da tempo si sapeva non avrebbe avuto futuro nella prossima stagione?
"Ci si comporta da professionisti. Sapendo che la squadra poteva essere ceduta ci ha messo qualche bastone tra le ruote, ma si lavora con grande professionalità rispettando le decisioni, con serietà per portare a termine le questioni in corso".

Quali cose vorrebbe replicare tra quelle fatte a Cremona? Ci sono similitudini tra i due ambienti?
"Vorrei replicare il clima di lavoro, penso ci sia grande disponibilità, brave persone, cosa fondamentale. Anche i giocatori lo devono essere, penso che qui ci sia un bel clima che si può instaurare. Qui si respira più pallacanestro rispetto a Cremona, ci sono similitudini, ma qui c'è un livello di ambizione più alto diluito nel tempo. Penso che l'unico errore che si possa fare è la presunzione. Bisogna cercare di trasmettere i valori ai giocatori, indipendentemente dalla loro nazionalità".

Il suo pensiero su Vertemati, con il quale ha lavorato a Varese:
"Adriano è un bravo allenatore, il sistema di gioco mi piaceva e penso sia stato bravo a cavalcare il gruppo degli italiani lasciando in panchina gli americani. Mi è piaciuta la solidità anche nei momenti di difficoltà, infatti ha raggiunto gli obiettivi prefissati. Ho un debito con lui avendolo lasciato in una situazione societaria precaria a Varese".

Su Alibegovic ha detto:
"Mirza è il capitano, bandiera, è un ragazzo di grande energia. Ha un contratto e anche lui avrà un grande senso di responsabilità verso città, società e squadra. Lo stimo perché nell'anno a Cremona ha vinto tutto, la sua ultima stagione è stata super".

Sul rapporto con il settore giovanile ha detto:
"Il settore giovanile è il territorio. C'è da lavorare, prima di prendere giocatori da fuori contano i rapporti con le società del territorio. Sono un potenziale anche per instaurare rapporti che vanno oltre il campo. Sono orgoglioso di avere una squadra giovanile in finale nazionale: conta però far crescere i giocatori, un aspetto sociale importante".

"Forza APU, siamo carichi, abbiamo bisogno del sostegno di tutti. Spero di vedervi presto al palazzetto": termina così la conferenza stampa.

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