Udinese, Nani: “Abbiamo avuto richieste per Davis e Atta, ma non era il momento di venderli”
Nel corso di una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Rai Radio 1 Sport, Gian Luca Nani ha parlato della sessione di mercato appena conclusa, caratterizzata dagli innesti di Arizala e Mlacic e da diverse richieste per i big presenti in rosa:
"Abbiamo cercato di anticipare la concorrenza. Abbiamo preso due ragazzi giovani: un esterno sinistro come Arizala, su cui c'erano diversi club importanti, e Mlacic, che promette molto bene. Muovendoci in anticipo, qualcosa rischiamo. Lo stesso Mlacic ha appena 19 partite da professionista. Ma il nostro è un sistema piuttosto rodato. Non abbiamo avuto richieste solo per Atta, anche su altri giocatori, in particolare Davis. E devo dire che, da un certo punto di vista, mi ha fatto piacere. Non abbiamo alcuna intenzione di vendere Davis e Atta, perlomeno adesso. Davis è un giocatore al quale vorremmo dare continuità nel nostro progetto. Mi stupivo che non me lo chiedeva nessuno. Vedendolo tutti i giorni in allenamento, per me Keinan è un giocatore straordinario: può giocare nei top club europei, un attaccante che sa fare tutto. A gennaio ci sono state un paio di grandi squadre straniere che hanno cominciato a chiederlo con insistenza. Ma per noi non era questo il momento di venderlo".
Infine, un bilancio sulla stagione fino ad ora e un pensiero sulla filosofia del club, con la squadra di Runjaic che é reduce dalle due vittorie contro Hellas Verona e Roma:
"lo dico che siamo a -6 dalla salvezza. Una società come l'Udinese deve sempre avere come primo obiettivo quello di mantenere la massima categoria. Manca poco a questo primo obiettivo, poi l'ambizione naturale è quello di avere più in alto possibile. "Ci piacerebbe tenere i giocatori forti, ma poi vengono attratti dalle grandi squadre e diventa difficile tenerli a Udine. E poi è un riconoscimento al nostro lavoro di scouting. La mia massima è: non preoccuparti del giocatore che vendi, ma preoccupati di sostituirlo degnamente. Fa parte del nostro credo".