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Mondiali, Zampolli di nuovo sull'ebola in Congo: "Può liberarsi un secondo slot per l'Italia"

di Davide Marchiol

Continua a tenere banco il caso Congo in vista dei prossimi Mondiali. Per l'OMS l'epidemia potrebbe aver già causato 139 decessi su quasi 600 casi probabili e potrebbe continuare, ma il rischio di una pandemia è considerato “basso“. La nazionale intanto sta effettuando la preparazione in Belgio e non in patria. Inoltre tutti i giocatori convocati giocano in Europa e non sono rientrati nel Paese negli ultimi 21 giorni.

Intanto però si è ancora fatto sentire Paolo Zampolli, l’inviato di Trump per l'Italia, che ha spiegato: “L’esplosione del contagio da ebola in Repubblica Democratica del Congo libererebbe un secondo slot a disposizione per gli azzurri, dopo quello dell’Iran. L’epidemia è talmente grave che non si può correre il rischio di far arrivare negli States i giocatori della Repubblica Democratica del Congo. Sarebbe davvero difficile non pensare come prima idea alla Nazionale italiana”.

Gli Stati Uniti hanno annunciato lunedì controlli sanitari più severi alle frontiere per contrastare il virus Ebola, vietando l’ingresso ai cittadini stranieri che abbiano viaggiato in Uganda, nella Repubblica Democratica del Congo o nel Sud Sudan negli ultimi 21 giorni. Un funzionario statunitense ha chiarito martedì che la nazionale congolese si è già allenata in Europa e potrebbe quindi non soddisfare i criteri per il divieto di ingresso.

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