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Manenti rischia il linciaggio, il sindaco: "Faccio chiudere lo stadio"

di Stefano Pontoni

Quello che sta accadendo in queste settimane a Parma ha davvero dell'incredibile. Una situazoione assurda che di ora in ora peggiora. Un tunnel dal quale non si riesce a vedere, nemmeno in lontananza l'uscita. Il tanto atteso iincontro tra Giampietro Manenti e il sindaco Federico Pizzarotti si è concluso nel peggiore dei modi. Linciaggio sfiorato per il presidente ducale e promessa di chiusura dello stadio da parte del primo cittadino. E, adesso, il ritiro anticipato della squadra dal campionato di Serie A sembra inevitabile.

Manenti – ignaro del rinvio della partita di domenica - si è presentato all’incontro in Comune spavaldo come sempre, spiegando che avrebbe delineato al sindaco il proprio progetto imprenditoriale e che nel giro di “tre, massimo quattro” giorni si sarebbero sbloccati dei nuovi bonifici (“Una banca ce li aveva rifiutati, ma adesso un altro istituto mi ha detto sì”). Al termine della riunione, durata circa un’ora e mezzo, è stato però accompagnato verso la propria auto da un’autentica contestazione popolare. Un linciaggio sfiorato soltanto per l’intervento di una volante della Polizia. Nel mentre, però, Manenti ha fatto in tempo a far trasparire il proprio malessere alla stampa che lo scortava: “L’incontro è andato male. Ma i soldi arriveranno, sono bloccati soltanto da tempi tecnici. Ne servono parecchi, però li ho. Perché la gente non contestava chi ha creato questa situazione? Mi hanno chiamato Tevez e Morata. Erano arrabbiati perché loro hanno segnato e non ne parla nessuno, mentre invece di me si parla da quindici giorni consecutivi”. Se per Manenti la riunione è stata così così, il tono utilizzato da Pizzarotti stampa è ben più duro. “Manenti non si è dimostrato un interlocutore credibile – ha dichiarato il sindaco ai microfoni di Sky – e non posso che esprimere solidarietà ai giocatori del Parma. Se il presidente è questo, allora chiuderemo lo stadio. Non c’è stata data nessuna garanzia, non c’è nessun piano. Non è credibile. Anche se arrivassero i 50 milioni di euro che promette, non è una persona che merita questa città. Stiamo valutando di inibirlo, pensando a una gestione diretta. Il Parma ci deve tra i 700 e gli 800 mila euro, più volte è stato chiesto un rientro ma i tempi non sono mai stati rispettati”.


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