Udinese, svelati i retroscena sulla trattativa che portò Muriel alla Sampdoria
A più di dieci anni dal suo addio a Udine, l’ex bianconero Luis Muriel ha ripercorso tutte le fasi del suo passaggio dalla squadra friulana alla Sampdoria. Retroscena sulla trattativa svelati insieme al suo agente Alessandro Lucci ai microfoni del podcast WSA Confidential. Di seguito le loro parole:
Lucci: “La trattativa non è stata facile, perché avevamo convinto l’Udinese ad aprire alla cessione; io stavo portando avanti questa trattativa (con la Sampdoria, ndr.), non semplice. Poi eravamo arrivati a un accordo di massima, tanto che i bianconeri avevano autorizzato Luis a partire per svolgere le visite mediche. Arrivammo nell’hotel della Sampdoria e, come spesso accade, qualcosa cambiò nei termini della trattativa”.
Interviene Muriel: “Ero infortunato, e i tempi di recupero stimati dall’Udinese erano di due mesi, ma dopo le visite mediche si sono accorti che in realtà i tempi erano più lunghi di quelli previsti dai medici bianconeri”.
Prosegue l’agente: “La trattativa era praticamente saltata. L’Udinese fece un comunicato che andò su Sky dicendo che il giocatore si doveva ripresentare l’indomani mattina in Friuli e che la trattativa con la Sampdoria era saltata. Lui in quel momento già si trovava a Genova, aveva svolto le visite mediche da cui emersero delle tempistiche di recupero dall’infortunio più lunghe, portando a una rivisitazione dei termini dell’accordo, perché comunque non potevano averlo da subito. Luis però non è mai rientrato (a Udine, ndr.), e questa è stata la chiave che poi alla fine ha portato a trovare la quadra attraverso la nostra opera. Il calciatore non poteva più tornare a Udine perché mentalmente era della Sampdoria, e ne era troppo entusiasta. E quindi in maniera leggermente forzata, con i rapporti tra noi e i due club che rimanevano eccellenti, con un po’ di pazienza rimase ai domiciliari 4-5 giorni dentro l’hotel (ridono, ndr.), non poteva neanche uscire. In quel lasso di tempo mettemmo a posto la trattativa e rimase alla Sampdoria. Non fu proprio semplicissimo, adesso la facciamo in maniera soft ed elegante, ma diciamo che i termini erano un po’ più intensi”.
Conclude Muriel: “Ho fatto quattro giorni senza uscire dall’albergo, scendevo al ristorante dell’albergo a mangiare e risalivo in camera, aspettando che si sbloccasse tutto”.