De Biasi: "L'Udinese avrebbe potuto fare di più, non ha trovato gli equilibri"
Gianni De Biasi ha commentato sulle pagine del Messaggero Veneto la vittoria dell'Udinese contro il Torino per 2-0. Una partita che i bianconeri hanno conquistato facendo vedere la propria solidità: "Ha detto bene D’Aversa quando ha ricordato che nel riscaldamento i suoi giocatori sembravano i figli dei giocatori dell’Udinese. La battuta ha marcato la differenza di struttura fisica tra le due squadre, ma stavolta oltre alla fisicità l’Udinese ci ha messo dell’altro, che non è lo spettacolo bensì la concretezza. E per come sta rendendo credo che questa squadra avrebbe potuto essere più avanti in classifica, subito in coda agli squadroni di alto bordo".
"L’Udinese delle ultime partite mi sta piacendo per come riesce a ribaltare l’azione e quindi il fronte - spiega l'ex allenatore, all'Udinese nella stagione 2009/10 - Si vede che c’è un’idea chiara che è agevolata dall’abilità tecnica di singoli, giocatori che stanno prendendo confidenza. I nomi sono i soliti, da Atta a Ekkelenkamp, ma se anche Kamara e Ehizibue giocano bene significa che è migliorato il complesso".
Sul protagonista di giornata, De Biasi ha detto: "Ehizibue è un cavallo pazzo a cui metaforicamente bisogna mettere il freno in bocca per guidarlo. Può fare grandi prestazioni come grandi cavolate, ma avercene come lui".
Nonostante le assenze importanti di giocatori come Karlstrom e Davis, i bianconeri sono riusciti a prevalere: "Questa Udinese mi dà sempre l’impressione di una macchina di grossa cilindrata che non riesce a scaricare tutta la potenza, e quindi una squadra che non ha ancora trovato tutti gli equilibri. Ci sono ancora molti margini di crescita: il gol di Kristensen di testa, ad esempio, è una risorsa che è stata sfruttata poco finora. Con quei colossi là dietro mi aspettavo più gol sulle palle inattive, così come certe giocate in avanti possono essere velocizzate di più".
In chiusura, De Biasi ha parlato di alcuni singoli: "A me Atta non dispiace dalla trequarti in avanti perché sa trovare la strada per il gol, ma in questi casi conta molto anche parlare col giocatore, e quindi cercare di capire cosa lui si sente portato a fare, intuendone le sue inclinazioni. Miller l’ho visto poco in partita, e per quel poco mi è sembrato un sano portatore d’acqua. Va provato e verificato. Zaniolo si vede che necessita di mettersi in mostra, ma mi sembra molto più maturo anche se palesa sempre questa voglia di spaccare il mondo".