Udinese senza il suo faro: Zaniolo si ferma, ora l’attacco bianconero è chiamato a reinventarsi
L’Udinese dovrà fare a meno del suo uomo più rappresentativo per alcune settimane. Nicolò Zaniolo si fermerà infatti per circa un mese per sottoporsi a un intervento di pulizia del menisco, una scelta condivisa con lo staff medico dopo i segnali arrivati nelle ultime uscite stagionali.
Il numero 10 bianconero ha provato a stringere i denti, scendendo in campo nonostante il fastidio al ginocchio come accaduto nella gara di Torino e anche nell’ultimo impegno casalingo. La sensazione, però, era evidente: Zaniolo non era al cento per cento. Da qui la decisione, prudente ma necessaria, di fermarsi ora per tornare più forte e senza condizionamenti fisici nella fase decisiva della stagione.
Una scelta che riporta inevitabilmente alla memoria un passato complicato. La carriera di Zaniolo è stata segnata da due infortuni gravissimi al legamento crociato anteriore: il primo al ginocchio destro nel gennaio 2020, durante un Roma-Juventus, che lo costrinse a sei mesi di stop; il secondo, ancora più beffardo, al ginocchio sinistro nel settembre dello stesso anno, nuovamente contro la Juventus, con un altro intervento chirurgico e una lunga riabilitazione. Episodi che hanno segnato profondamente il suo percorso, rendendo oggi inevitabile ogni valutazione attenta e conservativa.
L’assenza di Zaniolo si farà sentire, eccome. I numeri parlano chiaro: fin qui il trequartista ha collezionato 1231 minuti in Serie A, distribuiti su 18 presenze, con 5 gol e 2 assist, a cui vanno aggiunti 129 minuti e una rete in Coppa Italia. È stato spesso lui a togliere le castagne dal fuoco, a spaccare le partite con una giocata, uno strappo, una conclusione improvvisa. In una squadra che fatica a costruire gioco continuo, perdere il giocatore di maggior talento individuale è un colpo pesante.
Kosta Runjaic sa bene cosa significhi restare senza il proprio riferimento offensivo. La scorsa stagione, nella seconda parte del campionato, l’Udinese dovette rinunciare a lungo a Thauvin, fermato da marzo in avanti da una fascite plantare. Senza il francese, il rendimento dei bianconeri crollò sensibilmente, trascinando la squadra in una spirale negativa fatta di difficoltà realizzative e poche soluzioni.
Ora il tecnico tedesco è chiamato a evitare che la storia si ripeta. Senza Zaniolo l’Udinese perde qualità, personalità e peso specifico negli ultimi trenta metri. Servirà trovare nuove soluzioni, ridistribuire responsabilità e magari cambiare qualcosa nell’assetto offensivo per non diventare prevedibili. Perché una cosa è certa: il recupero del numero 10 è fondamentale, ma nel frattempo l’Udinese non può permettersi di restare in attesa. Il tempo di Zaniolo tornerà, ma il presente va gestito con lucidità e coraggio.