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Udinese, il tridente d’attacco senza Davis ha funzionato?

di Alessio Galetti

È un’Udinese che può ritenersi soddisfatta dalla prestazione fornita tra le mura amiche contro il Como, che ha rallentato dopo cinque vittorie consecutive ed è sembrato in difficoltà in una delle rarissime occasioni in questa stagione. I bianconeri, però, non sono usciti dal campo senza rimpianti. Nonostante lo 0-0 fosse il risultato più giusto, è stata la squadra di Runjaic ad avere il maggior numero di occasioni da gol e il rammarico è quello di non averle sfruttate. 

Senza Davis, il tecnico dei friulani ha deciso di puntare su una prima punta dinamica come Zaniolo, che è stato supportato da Atta ed Ekkelenkamp, che hanno agito alle sue spalle. Ciò ha portato a un cambiamento di sistema di gioco, con l’allenatore tedesco che è passato dal 3-5-2 a un 3-4-2-1 che ha avuto un esito vincente dal punto di vista tattico, tanto che anche Fabregas è stato costretto a mettersi a specchio per provare a cambiare le sorti del match.

Nonostante non sia arrivata nessuna rete, la mossa di schierare questo tridente mascherato ha funzionato? In parte si. Perchè la retroguardia del Como (la migliore in Serie A) ha sofferto moltissimo il continuo movimento dei tre interpreti bianconeri. Nonostante Zaniolo non sia mai stato pericoloso dalle parti di Butez, i continui inserimenti di Atta ed Ekkelenkamp hanno costretto i lariani ad abbassare notevolmente il loro baricentro. Al contrario da quello che ci si poteva aspettare, i bianconeri hanno avuto il pallino del gioco in mano per larga parte della gara e la solidità difensiva che ha caratterizzato il match dei friulani è stata resa possibile anche grazie all’enorme lavoro di copertura dei tre uomini offensivi.

Cosa non è andato? Le rare occasioni che sono state create dai padroni di casa sono nate o da giocate individuali o da incursioni sulla fasce. All’Udinese è mancato un riferimento offensivo che fosse in grado di proteggere il pallone e di permettere di far salire la squadra nei momenti di maggiore difficoltà. Anche quando i bianconeri riuscivano ad entrare in area, è venuta a mancare quella concretezza e quella cattiveria sotto porta che avrebbero potuto cambiare l’esito finale di un match molto equilibrato. 

L’assenza di Davis è un fattore. Quella contro il Como è stata l’ennesima dimostrazione di come questa squadra sia dipendente dalle giocate e dalla presenza del centravanti inglese, che ha la capacità di far girare l’intero sistema di gioco. I bianconeri hanno sempre incontrato delle difficoltà nel momento in cui il classe 1998 non era a disposizione e all’interno della rosa non c’è un sostituto che possa essere considerato all’altezza. Non a caso, Runjaic ha deciso di non fare affidamento su Gueye e Bayo, gli altri attaccanti di ruolo a disposizione, ma ha optato per una soluzione diversa.

Un punto: bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno? Assolutamente mezzo pieno! Un pareggio contro una delle squadre più in forma del campionato deve dare consapevolezza a una squadra che ha ancora un obiettivo ben chiaro in testa: i 50 punti da raggiungere. Con questo spirito e con questo atteggiamento sarà un finale di stagione tutto in discesa, evitando di replicare il crosso di un anno fa.


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