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Udinese, emergenza in attacco: calvario solo sfortunato o prevedibile?

di Alessandro Di Lenarda

L'Udinese deve fare i conti con una nuova brutta notizia dall'infermeria. Il bollettino medico rilasciato in queste ore dal club parla chiaro: "Udinese Calcio comunica che Adam Buksa ha riportato una lesione miofasciale al soleo del polpaccio sinistro. Il calciatore ha iniziato l’iter riabilitativo e sarà valutato settimana per settimana e rientrerà dopo la sosta nazionali". Per l'attaccante si tratta di una ricaduta rispetto al problema che lo aveva tenuto ai box fino a qualche settimana fa e, a questo punto, il suo finale di stagione si complica in maniera piuttosto netta.

Uno stop di almeno tre settimane che complicherà ulteriormente la vita a Kosta Runjaic, già alle prese con la difficoltà di avere due sole certezze nel pacchetto offensivo. Oltre a Keinan Davis e Nicolò Zaniolo, infatti, il reparto non può contare su giocatori che possano definirsi affidabili, per motivazioni diverse tra loro. Quella di Buksa non è una stagione fortunata, dato che tra soleo e frattura dello zigomo il polacco ha già saltato una decina di partite ed è pronto a rimanere ai box per un altro po'. Le alternative portano il nome di Bayo, mai apparso in grado di poter essere determinante in Serie A, e Gueye, giovane promessa alle prese con fisiologici problemi di adattamento al calcio italiano, alle idee di gioco dell'allenatore e alla categoria.

Posto che l'annata 2025/2026 non resterà di certo nella storia bianconera come una stagione felice dal punto di vista degli infortuni (discorso che purtroppo vale per tutti i reparti), l'Udinese è alle prese con un calvario da considerarsi frutto della sola sfortuna o si tratta di scenari in qualche modo preventivabili? Dati alla mano, la situazione può essere considerata paradossalmente migliore di quanto ci si potesse aspettare a inizio anno. Il motivo? Giocatori "fragili" come Davis e Zaniolo hanno saltato rispettivamente quattro e due partite, numeri ben al di sotto delle più rosee aspettative dando uno sguardo agli storici dei loro infortuni. 

Che l'Udinese dipenda dai due nomi appena citati ormai non è una novità e gran parte di quanto di buono fatto vedere finora è stato frutto delle loro giocate. Fidarsi delle loro condizioni fisiche è stata una mossa che finora ha pagato, ma rimane un azzardo. E il destino ha punito i friulani in maniera indiretta: senza Buksa e con il periodo che stanno vivendo Bayo e Gueye, la coperta ora è corta. Un intervento della società nella finestra di mercato invernale avrebbe potuto cambiare l'esito della parte finale di stagione. Al mancato arrivo di un attaccante si sono invece aggiunti i saluti di Iker Bravo e Pizarro, oggetti ancora misteriosi che avrebbero però potuto giocarsi le sue loro proprio in questi mesi finali, dando inoltre respiro a Runjaic in termini di alternative. Ora tutto è nelle mani del tecnico tedesco, dalla cui gestione della situazione dipenderanno gli esiti delle prossime settimane. L'Udinese è in mano sua. E del destino. 


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