Udinese, chi è Damian Pizarro: l'attaccante definito in Cile "El Haaland de Macul"
L’arrivo in Friuli di Pizarro ha costruito un vero e proprio ponte lungo 12.500km che collega il Cile con Udine. In migliaia i tifosi connazionali dell’ex Colo Colo che hanno iniziato a seguire con costanza i profili del club friulano, e per capire il perché di tutto questo affetto nei suoi confronti, abbiamo indagato su quello che è stato il suo percorso calcistico finora. Ricerca che ha svelato l'ascesa di Damian Pizarro, partito dall'essere un collegiale insoddisfatto fino a diventare "El Haaland de Macul”.
Da piccolissimo sceglie di iniziare il suo percorso nel calcio che conta dalle giovanili della “U”, l’Universidad de Chile, non per una scelta di cuore, bensì logistica. Già agli albori della carriera infatti, era stato contattato dalla sua squadra del cuore, il Colo Colo, ma abitando troppo lontano dal centro sportivo (doveva prendere autobus, metropolitana e un tragitto a piedi), optò per unirsi all’ ”U” che distava solo poche fermate di autobus. Percorso turbolento quello all'Universidad de Chile, fatto di bullismo e punizioni giudicate eccessive dal calciatore, per arrivare infine alla goccia che ha fatto traboccare il vaso: la non convocazione ad un torneo in Argentina a causa di un fastidio muscolare. Lo stesso Pizarro aveva provato a sottoporsi a dei test fisici per dimostrare di essere in grado di affrontare quella che sarebbe dovuta essere la sua prima tournée. Sogno però rimasto tale dato il rifiuto del suo professore che voleva solo giocatori nel pieno della loro forma. Un colpo all’orgoglio del cileno che decise così di terminare la sua esperienza all’U per abbracciare ciò che desiderava fin da bambino: diventare un calciatore del Colo Colo. Già da piccolo aveva attirato le attenzioni di Daniel Moron, ex portiere e istituzione del club di Macul, e dopo un provino flash durato soli 20 minuti si sentì dire: “Basta, mancano solo i documenti”.
È il 22 gennaio 2019, Damian è ufficialmente un giocatore del Colo Colo. Tuttavia, il destino decide di accelerare i tempi in modo imprevedibile, regalandogli un esordio che sembra uscito dalla sceneggiatura di un film. È il 28 ottobre 2021 con il club si ritrova nel bel mezzo di una tempesta: un massiccio focolaio di COVID-19 colpisce la prima squadra, costringendo oltre 60 tesserati alla quarantena. Con la rosa decimata e l'impossibilità di rinviare la sfida contro l’Audax Italiano, il Colo Colo è obbligato a schierare i ragazzini della "Casa Alba". Tra questi, con la maglia numero 34 e soli 16 anni, c’è proprio Damian. In una serata surreale, pur in un contesto di totale emergenza, Pizarro non sfigura affatto, mostrando sprazzi di quella personalità e di quella potenza fisica che avrebbero presto convinto tutti del suo valore. Questa prima "apparizione forzata" è stata solo il preludio La rapida scalata dei settori giovanili lo porta ad aggregarsi stabilmente in prima squadra a gennaio 2023, dove, partita dopo partita, è riuscito a conquistarsi il soprannome di “El Haaland de Macul”, grazie alle sue doti fisiche e di finalizzazione fuori dal comune.
Caratteristiche riassunte nel gol da copertina dell’attaccante nel derby di Copa del Chile contro l’Universidad Catolica, partita nella quale l’attuale bianconero è entrato nelle grazie del tifo “Cacique”. Rete sviluppata grazie al recupero alto di Pizarro sulla tre quarti, involatosi in direzione del vertice destro alto dell’area di rigore per poi scagliare la sfera radente al suolo sul palo lontano. Un timbro di un’importanza tale da garantirgli risonanza calcistica in tutto il paese fino a diventare oggetto di dibattito per le convocazioni della Nazionale.
Il 2023 è stato infatti un periodo di magra in quanto a realizzazione offensiva per la Roja, e un ricambio generazionale sarebbe potuto essere uno dei fattori chiave per cercare la tanto sperata inversione di rotta. Nel pieno dell'emergenza in attacco del Cile, la leggenda Patricio Yàñez sgancia la bomba: “Preferisco che la Roja convochi l’Haaland de Macul (Pizarro, ndr.), lo dico con sinceramente e con assoluta serietà”.
Un raggiungimento precoce di tali obiettivi motivato anche dalla maniacalità con cui Pizarro cura ogni singolo allenamento. Il numero 9 ha la mentalità di chi vuole fare di tutto pur di migliorare, ammettendo di rimanere sui campi di allenamento anche mezz'ora o un'ora in più rispetto ai suoi compagni per smussare i suoi limiti. Non sarà un caso quindi se al Bruseschi lo vedremo fermarsi oltre il rompete le righe di Runjaic per continuare a lavorare sugli aspetti del suo gioco, perché, rubando una citazione di una vecchia (ma forse non più così) conoscenza dell'Udinese, si sa: i campioni sono così.