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Orgoglio Apu Udine: a Bologna si lotta fino all’ultimo tiro, decide solo un campione

di Stefano Pontoni

C’è un modo di perdere che fa male. E un modo di perdere che ti rende orgoglioso.

Quello dell’Apu Udine alla Segafredo Arena appartiene alla seconda categoria.

Perché un primo quarto così, in casa della Virtus Bologna, avrebbe steso chiunque. 31-15 dopo dieci minuti. Ritmo altissimo, aggressività, transizioni, Edwards e Vildoza a colpire con continuità. La Virtus parte da grande squadra, da corazzata costruita per vincere. Udine sembra travolta.

Sembra.

Non questi ragazzi.

Nel secondo quarto cambia tutto. L’Apu alza l’intensità difensiva, sporca le linee di passaggio, trova fluidità offensiva. Bendzius si accende, Christon guida con personalità, Mekowulu fa a sportellate sotto canestro. Il parziale di 23-34 riapre completamente la gara. All’intervallo è 54-49. Partita viva. Partita vera.

Nel terzo quarto Bologna prova a rimettere ordine, appoggiandosi alla solidità di Jallow e Morgan, ma Udine non arretra di un centimetro. Si resta in scia. Si resta lì. 71-65 al 30’, ma con la sensazione che possa succedere di tutto.

E succede.

L’ultimo quarto è una battaglia nervosa, tesa, intensa. L’Apu rientra fino al -2, pareggia per un attimo, mette pressione alla Virtus nel suo palazzo. Da neopromossa. Con rotazioni limitate. Contro una delle squadre più profonde e talentuose del campionato.

Ci sono almeno un paio di fischi che fanno discutere. Ci sono dettagli che pesano. Ma alla fine non decide un errore. Decide un campione.

A 12 secondi dalla fine, la tripla da nove metri di Vildoza spezza l’equilibrio. La giocata che solo i grandi sanno prendersi in quel momento. Udine prova fino all’ultimo possesso, ma si arrende 90-86. 

Spiace. Tanto. Ma meno di altre volte.

Perché questa squadra dimostra, ancora una volta, di potersela giocare con tutti. A Milano. A Brescia. A Bologna. Ovunque. Senza paura. Senza complessi.

Le statistiche raccontano equilibrio: Virtus più precisa da due e ai liberi, Udine devastante dall’arco (44,8%). I 22 punti di Edwards tengono in piedi Bologna, ma i 21 di Bendzius, i 16 di Christon e i 15 di Mekowulu confermano il livello dell’Apu.

E allora sì, si può uscire sconfitti ma a testa altissima.


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