Mastellari torna alla Fortitudo: cosa c'è dietro il suo addio alla UEB Cividale?
La storia d'amore sportivo tra Martino Mastellari e la UEB Cividale termina dopo tre stagioni, quasi all'improvviso. A tre giorni di distanza dalla sfida vinta dalla Gesteco sul parquet di casa contro la Fortitudo Bologna, la guardia/ala ha ufficializzato il suo ritorno nel club che lo ha cresciuto e lanciato nel panorama della pallacanestro professionistica. Nonostante un contratto valido fino a giugno 2027, il classe '96 ha risolto consensualmente il suo rapporto con il club ducale salutando così la Marea Gialla con il più classico dei fulmini a ciel sereno. Ma cosa c'è davvero dietro all'addio di Mastellari alla Gesteco? E come mai la società del presidente Davide Micalich ha deciso di privarsi di una delle sue bocche di fuoco a sole tre giornate dal termine della stagione regolare?
Ciò che è certo è che l'arrivo di Luca Campogrande ha stravolto le gerarchie all'interno del roster gialloblù. L'ex Pallacanestro Trieste, nella prima parte di stagione in forza a Pistoia, ha fornito a coach Pillastrini una risorsa in più nel ruolo mettendo in discussione contemporaneamente Cesana e Mastellari. Se il primo ha reagito immediatamente con forza dopo mesi sottotono (basti pensare ai 22 punti contro Roseto e ai 10 contro Livorno), il secondo ha visto ridursi drasticamente il suo minutaggio senza particolari riscontri: 12 minuti contro Scafati, 5 contro Roseto, 4 contro Livorno e 10 contro la Effe. Troppo poco per essere considerato centrale nel progetto e, al di là dei problemi fisici che lo hanno limitato nelle settimane precedenti, il messaggio di Pilla è chiaro: da qui in avanti gioca solo chi è in palla. Nella pallacanestro, si sa, il mercato è spesso un domino. Alle prime settimane di Campogrande sulle sponde del Natisone è conciso l'infortunio di Matteo Imbrò, la cui annata può considerarsi terminata ancor prima della fine della stagione regolare. La Effe ha iniziato quindi a guardarsi intorno alla ricerca di un italiano in grado di allungare la coperta di coach Caja nella fase più importante e ha fiutato l'occasione dalle parti di via Perusini.
A questo va aggiunta poi una questione di cuore. La chiamata di una big della categoria, abituata a palcoscenici ben più prestigiosi del campionato di Serie A2, è un treno che passa poche volte nella carriera di un giocatore. Il passaggio alla Fortitudo, tanto di più se sei bolognese doc nei modi e nella quotidianità come Martino Mastellari, diventa quindi un desiderio inevitabile. La volontà del giocatore, sia per il ridotto minutaggio degli ultimi tempi a Cividale che per "la nostalgia di casa", è stata quindi un fattore preponderante nell'operazione. Resta però un interrogativo a cui è difficile dare risposta: come può una squadra così ambiziosa privarsi di un giocatore così importante, cedendolo per giunta a una possibile diretta avversaria?
Un errore di valutazione da parte del club o una dichiarazione d'intenti al ribasso? Dopo l'amara sconfitta di una sola lunghezza contro Pesaro al PalaGesteco, la stagione dei ducali ha preso una piega diversa prima di risollevarsi nelle ultime settimane. Fino a pochi secondi dal termine, la UEB Cividale ha assaggiato il sapore della vetta della classifica di Serie A2 prima della beffa che ha permesso alla VL di tenersi stretto il primato e chiudere una volta per tutte la porta del sogno in faccia ai gialloblù. Dalle parti di Cividale, come dichiarato più volte dallo stesso presidente del club, sognare non costa nulla e così è stato fino all'82-83 di quell'11 febbraio. Da quel giorno in poi l'obiettivo è tornato quello di proseguire la stagione tra play-in e playoff, proposito di certo alla portata visto il roster a disposizione: tutto ciò che di più la Gesteco riuscirà a collezionare andrà poi attribuito alla solita maestria di coach Pillastrini, da sempre in grado di valorizzare al meglio i giocatori posti sotto la propria ala.
Sull'addio di Mastellari, difficile pensare il contrario, c'è quasi sicuramente anche la "benedizione" del Pilla. Il messaggio sembra ancora una volta chiaro: per raggiungere i propri obiettivi, Cividale è a posto così. Senza quello che negli ultimi anni è stato considerato il "sesto uomo" più determinante ma allo stesso tempo un eterno what if. Quell'elemento apparso da sempre in grado di poter sprigionare il suo vero potenziale da un momento all'altro ma mai davvero pronto a farlo. Cividale saluta così, all'improvviso, uno dei suoi beniamini. Chissà se l'aria di casa potrà farlo diventare grande una volta per tutte.