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La seconda vita di Kabasele: dalle critiche alla centralità nel progetto Udinese

di Alessio Galetti

L’Udinese è reduce da una serata ai limiti della perfezione, nel corso della quale ha messo in campo una prestazione di altissimo livello e ha sconfitto in maniera netta la Fiorentina, vendicando il pesante ko dell’andata. Ad aprire le mercature ci ha pensato Christian Kabasele, il cui colpo di testa vincente ha dato il via al dominio bianconero. Il belga si è confermato uno dei punti di riferimento di una squadra che, seppur viva di alti e bassi, ha trovato in lui una vera e propria certezza.

Dalle critiche alla gloria: il merito è di Kosta Runjaic. La prima stagione in maglia bianconera del classe 1991 fu tutt’altro che indimenticabile, tanto che fu subito bersagliato dalle critiche a causa di una serie di performance che non vennero considerate all’altezza. Nell’estate del 2024, però, l’arrivo di Kosta Runjaic sulla panchina dei friulani cambia le sorti del finale di carriera del difensore. Il tecnico tedesco lo vede come un giocatore di assoluta affidabilità e non è un caso che in questo anno e mezzo abbia sempre deciso di schierarlo nelle situazione più delicate, dove la sua esperienza avrebbe fatto la differenza. E cosi è stato.

Un leader capace di guidare tutto il reparto difensivo. Ogni volta che Kabasele mette piede in campo, il livello dei suoi compagni si alza. Contro la Fiorentina mancava Solet, ma l’assenza del francese non si è sentita e i meriti vanno alle prestazioni dei tre centrali, con il belga che ha saputo trasmettere sicurezza a Bertola, in costante crescita, e Kristensen, che non disputava una gara cosi attenta da diverso tempo. Runjaic è ben consapevole di questo aspetto e non ha esitato a schierarlo in campo in una partita che avrebbe potuto abbattere completamente l’ambiente friulano, che era reduce da tre ko consecutivi.

Quel vizietto del gol. La rete contro la squadra viola è parsa molto simile a quella realizzata contro il Pisa, ma quel che conta è che l’Udinese può contare su un giocatore in grado di incidere anche nell’area avversaria. Nelle venti partite disputate in campionato, il difensore bianconero ha segnato ben tre reti: numeri ottimi per un centrale, che ha dimostrato in numerose occasioni di essere in grado di muoversi con intelligenza e trovare il tempo giusto con il colpo di testa.

Christian Kabasele è diventato una certezza di una squadra che ormai fatica a privarsene. Fatta eccezione per ciò che si vede in campo, il belga è diventato un simbolo del popolo bianconero anche per i suoi comportamenti al di fuori dal rettangolo da gioco. Dal coraggio di metterci sempre la faccia a sottolineare il fatto che questa Udinese non deve accontentarsi, ma soprattutto alla mentalità vincente che prova a trasmettere a tutti i suoi compagni. 


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