Gracis ai saluti: l'essenzialità discreta nei successi dell'APU
I dischi dei Beatles averebbero avuto lo stesso suono senza George Martin? I film di Star Wars sarebbero entrati nell'immaginario collettivo anche senza l'epica colonna sonora di John Williams? Difficile dirlo, ma probabilmente no. A volte non è solo ciò che sta direttamente sotto la luce dei riflettori a fare la differenza, ma anche chi lavora per far splendere i protagonisti. Trasportando questa metafora nello sport, non è sbagliato dire che Andrea Gracis abbia avuto lo stesso enorme peso specifico sul recente corso dell'APU Old Wild West Udine.
Il suo periodo a Udine parla di una semifinale playoff di A2 al primo anno, una promozione diretta al secondo e una salvezza in Serie A con tre giornate di anticipo nell'ultimo, condita dalla prestigiosa qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia. Fin dal principio, il sodalizio con coach Vertemati è stato un successo, persino in anticipo su quanto progettato con il presidente Pedone, che prevedeva una promozione in tre anni. L'allenatore bianconero l'ha salutato e ringraziato pubblicamente al termine dell'ultima partita in casa, evidenziando come le scelte prese di concerto abbiano regalato soddisfazioni all'APU e come sia stato messo sempre in condizione di rendere al meglio.
Gracis ha portato la sua visione in Friuli che ha permesso anche di sistemare situazioni spiacevoli in corso d'anno. Gli infortuni di Pini e Stefanelli nella scorsa stagione avevano azzoppato una Udine che si preparava al grande salto: gli innesti di Pepe e Pullazi si sono poi rivelati determinanti nella vittoria finale. Così come è stata determinante la scelta di Semaj Christon nel mese di dicembre e quella di non stravolgere un roster nonostante le difficoltà patite a inizio campionato.
Il Direttore Sportivo ha portato a Udine quella mentalità vincente costruita prima da giocatore e poi da dirigente a Treviso. La sua competenza, il suo essere uomo di campo, gli ha permesso anche di riuscire a bilanciare personalità e caratteri all'interno di un gruppo squadra che fa del senso di appartenenza un elemento cardine. Riuscire a far sentire tutti parte di qualcosa di più grande dimostra una sensibilità e un carisma che pochi a questo livello possono vantare: caratteristiche che, siamo sicuri, porterà anche nelle sue prossime esperienze.
Per Udine Gracis è stato una presenza costante, ma mai prevaricante. Ciò che sta dietro le quinte si vede di rado, ma si sente eccome: spesso fa tutta la differenza del mondo. Chiedetelo ai Fab Four o a Luke Skywalker.