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Che rinascita di Okoye: merito del lavoro dietro le quinte dell'Udinese

di Alessandro Vescini

Tra i tanti protagonisti del successo per 0-3 a San Siro contro il Milan dell'Udinese, c'è sicuramente anche Maduka Okoye. Il portiere bianconero è stato autore di un vero e proprio miracolo in occasione del tiro dal limite dell'area di Saelemaekers: palla vista all'ultimo e puro riflesso felino per spingere la sfera verso la traversa. 

Una prestazione che dà continuità a quanto fatto vedere dal nigeriano nelle ultime uscite, nelle quali è stato sempre tra i migliori dei friulani anche con Juventus, Genoa e Como. Un lavoro, soprattutto mentale perché i mezzi fisici e tecnici li ha sempre avuti, che parte da lontano e rappresenta l'esempio perfetto di come l'Udinese lavori a 360° sulla crescita dei propri giocatori. 

Dai problemi extra-campo al Milan infatti, c'è di mezzo un intero gruppo di persone che hanno lavorato con Okoye per fargli ritornare la serenità di un tempo. Gruppo capitanato da Gokhan Inler, che ha sempre creduto nelle potenzialità del ragazzo. 

E poi c'è Kosta Runjaic, che lo ha sempre protetto e considerato il titolare della squadra. Tre clean sheet consecutivi, di cui due in trasferta. Numeri di un reparto che è tornato a essere solido. 

Ora Maduka è un asset importante per l'Udinese, che si gode i frutti del lavoro fatto dietro le quinte e le sue prestazioni in campo. Una vetrina perfetta per il club e per il ragazzo, anche in vista dell'estate dove arriveranno offerte per lui. Intanto, pensando al presente, Okoye è sempre di più una certezza.


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