Gannar: "Le ultime due sconfitte non sono un dramma, ma uno stimolo. La CDA è famiglia"
Alla scoperta di Islam Gannar. Arrivata in Friuli nell’estate del 2024, la centrale della CDA Talmassons FVG è uno dei pilastri di una squadra ricca di talento e focalizzata sull’obiettivo finale. La classe 2004 è intervenuta ai nostri microfoni e ha ripercorso le tappe più importanti della sua giovane carriera. Dall’esperienza formativa in A1 all’atmosfera che si respira all’interno dello spogliatoio, che non sembra aver subito il contraccolpo dopo le due sconfitte contro Brescia e Padova.
Dopo una serie di vittorie consecutive, sono arrivate le due sconfitte contro Brescia e Padova. Cosa pensi sia mancato in queste ultime due partite? Credi che sia un problema legato anche all’aspetto mentale?
“Intanto stiamo comunque facendo un bel campionato, abbiamo lavorato bene e i risultati si sono visti. Le ultime due partite non sono andate come volevamo, nonostante tutto siamo prime e questo dimostra anche la costanza del gruppo. Sono state delle sconfitte importanti, ma questo non ci abbatte e ci aiuta a capire in cosa dobbiamo migliorare. Non le stiamo vivendo come un dramma, le vediamo come uno stimolo”.
Sono stati due ko pesanti anche perchè vi hanno tolto la possibilità di conquistare punti pesanti in ottica Pool Promozione. Con molta probabilità non partirete con un ampio vantaggio nella seconda fase del campionato, c’è un po’ di rammarico per questo?
“Un po’ si, però anche nella prossima fase non saremmo prime. Però secondo me è anche uno stimolo per spingere a fare di più, la nostra forza è il gruppo e continuiamo a sostenerci nei momenti difficili. Non si respira una brutta atmosfera all’interno del gruppo, non siamo preoccupate, siamo tranquille e motivate a fare bene le ultime due partite. L’obiettivo è continuare a fare bene e mantenere il primo posto”.
Fino ad ora avete dimostrato di essere un gruppo molto unito sia dentro che fuori dal campo. Inoltre, è proprio questo che vi ha fatto superare brillantemente tutti i momenti più complicati fino ad ora. Quanto conta riuscire a mantenere questo legame tra di voi per raggiungere l’obiettivo finale?
“È molto importante, ma c’è da distinguere il gruppo dalla squadra. È la prima volta che mi capita di far parte di un gruppo unito dentro e fuori e mi ritengo fortunata di questo. Secondo me è più importante la parte della squadra, perchè cerchiamo di aiutarci in campo. Non contano i singoli, ognuna di noi è importante”.
Quest’anno hai la possibilità di giocare con giocatrici di altissimo livello come Scola e Frosini, che nonostante la giovane età hanno già una buona esperienza nella massima categoria. Quanto puoi imparare da loro? Ti è capitato di chiedere loro qualche consiglio?
“Il coach mi ha dato un sacco di opportunità l’anno scorso in A1. Sono la più giovane tra quelle in campo, sento un po’ di pressione e responsabilità. Frosini la conoscevo già al Club Italia, eravamo già amiche e avevamo già giocato insieme, l’anno scorso ho giocato contro entrambe. Ci parliamo tra di noi, con Scola anche per avere più feeling. In campo ci sosteniamo, ma questo accade anche con tutte le altre”.
L’esperienza in Serie A1 non è andata come speravate, ma rimane un’esperienza molto formativa sotto tanti punti di vista. Nel tuo percorso di crescita, come persona e come giocatrice, quanto pensi di essere migliorata rispetto alla passata stagione?
“Anche non giocando, ma solo allenandomi, mi ha aiutato un sacco. In A1 la palla è molto più veloce, all’inizio ero in difficoltà ma sono stata aiutata da staff e compagni. Sia tecnicamente che mentalmente sono cresciuta, ma ero già abituata a un ritmo alto negli allenamenti. È stata un’esperienza bellissima, cerco di dare sempre il mio contribuito e aiutare la squadra quando posso. Sto ancora lavorando per crescere, sono una ragazza molto ambiziosa ma sono contenta di come sta andando”.
Ora sei diventata una titolare e uno dei pilastri di questa squadra. Quanto è stata importante la fiducia che ti ha dato coach Barbieri?
“È stato molto importante perchè avere un allenatore che ti supporta e ti sta dietro mi ha aiutato anche mentalmente. Mi sono sentita più sicura in me stessa”.
A livello personale, in quale aspetto del gioco o in che fondamentale senti di dover migliorare per diventare una giocatrice completa?
“In attacco sto cercando di migliorare per avere più colpi e più uscite, riuscendo a capire la situazione in cui mi trovo indipendentemente dalla palla che mi capita. A muro sono migliorata perchè riesco ad arrivare meglio rispetto a qualche anno fa, ma a volte sto ancora facendo un po’ di errori. In difesa ci lavoro tanto, soprattutto in allenamento. Ci sono alcune situazioni dove devo capire meglio dove posizionarmi. Stesso discorso per la battuta, che l’ho cambiata l’anno scorso perchè ero un po’ altalenante. Quest’anno sto cercando di diminuire gli errori e di spingere un po’ di più, per trovare anche qualche punto diretto in più. Il mio obiettivo è continuare a crescere”.
I vostri tifosi non vi hanno mai fatto mancare il loro supporto, sia in casa che in trasferta. Quanto è importante per voi sentire la loro vicinanza e quanta energia vi danno nei momenti di difficoltà durante le partite?
“Avere un palazzetto dove la gente non sta in silenzio, ma tra cori e incitamenti mi fa provare una bella emozione. Ci tengono a noi, quelle volte che possono vengono a sostenerci anche in trasferta: è bello vedere che ci seguono”.
Vesti la maglia della CDA da più di un anno e mezzo ormai, ma qual è l’aspetto che ti ha sorpreso in maniera particolare di questa società?
“Qua mi sono sentita accolta fin da subito, loro sono una famiglia e mi hanno fatto sentire in questo modo. Avere il presidente e sua moglie, che vediamo come delle figure simile ai nonni, ci fa sentire le loro nipoti”.
Infine, a fine stagione saresti felice se…
“Sono scaramantica, quindi non lo dico, ma ormai sappiamo che è l’obiettivo di tutte noi”.