Occasione sprecata: l’Udinese frena sul Pisa e resta prigioniera dell’incostanza
L’entusiasmo generato dal colpo esterno di Torino si ferma bruscamente al Friuli. Quella che doveva essere la partita della conferma, del definitivo salto di qualità, si trasforma invece in un nuovo passo a metà per l’Udinese, che non va oltre il 2-2 interno contro il Pisa, fanalino di coda ma tutt’altro che arrendevole.
Una gara emblematica di questa stagione: intensità a sprazzi, buone individualità, ma anche blackout improvvisi e la sensazione di una squadra che fatica terribilmente a dare continuità alle proprie prestazioni. Un tempo sì, tempo no: ancora una volta una prestazione a metà.
L’avvio è shockante. Il Pisa entra in campo con personalità e idee chiare, l’Udinese invece sembra sorpresa dall’aggressività ospite e va subito sotto con la perla di Tramoni. Serve lo schiaffo per svegliare i bianconeri, che reagiscono con orgoglio e ribaltano il match: prima il colpo di testa di Kabasele su corner, poi il rigore trasformato con freddezza da Davis, conquistato da un Ekkelenkamp ancora tra i più lucidi.
In quel momento la partita sembra finalmente girare. L’Udinese prende campo, Davis domina fisicamente, Zaniolo accende la manovra e Miller conferma di essere quell’interprete che mancava accanto a Karlstrom: qualità, tempi giusti, personalità. Tutto lascia pensare a una ripresa di controllo.
E invece no. Al rientro dagli spogliatoi l’Udinese si spegne. Ritmi bassi, distanze che si allungano, pressing che scompare. Il Pisa, più vivo e organizzato, cresce col passare dei minuti e trova il meritato pareggio con Meister, complice l’ennesima disattenzione difensiva e un nuovo episodio sfortunato che coinvolge Okoye.
Da lì in poi la gara diventa confusa, spezzettata, con occasioni da una parte e dall’altra ma senza una vera padrona. Nel finale nessuno affonda il colpo (Udinese che avrebbe la chance ghiottissima di vincerla con Atta che sbatte sul palo e poi Davis che da due passi spara alto) e il pareggio finisce per accontentare più gli ospiti che i friulani.
Le scelte che non convincono. Se il primo tempo aveva mostrato segnali incoraggianti, la ripresa riapre vecchie ferite. I cambi di Runjaic non incidono, anzi tolgono fluidità e riferimenti. Il tedesco (con i suoi assistenti) prova ad aggiustarla in corsa ma sembra solo peggiorare la situazione. Sbaglia anche su Zaniolo (ieri nervoso) che andava tolto prima del giallo che gli costerà l'Inter. Un copione già visto, che ripropone una domanda inevitabile: quali soluzioni alternative ha questa squadra?
Un’occasione mancata. Il pareggio contro il Pisa pesa. Non tanto per la classifica, quanto per il messaggio che manda. Dopo la vittoria contro il Torino serviva continuità, serviva dimostrare maturità. Invece l’Udinese resta sospesa a metà, capace di accelerare ma incapace di mantenere il ritmo. Ora arriva l’Inter, partita complicatissima e senza Zaniolo out per squalifica. Un altro test per capire se questa squadra vuole davvero crescere o se è destinata a vivere ancora di fiammate e rimpianti. Perché il talento c’è, ma senza costanza e scelte lucide rischia di restare, ancora una volta, incompiuto.