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Trapani Shark, Antonini: "Non venderò. Perché avrei dovuto ritirare la squadra dal campionato?"

di Alessio Galetti

Trapani Shark che è stata ufficialmente esclusa dal campionato di Serie A e ha permesso all'Apu Udine di qualificarsi per le Final Eight di Coppa Italia. Valerio Antonini, presidente del club granata, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Domani, dove si sofferma sui dettagli che hanno caratterizzato questa surreale situazione:

"Perché avrei dovuto ritirare la squadra dal campionato, per fare un favore alla Federazione? No, i regolamenti ce lo consentivano. Le multe sarebbero state enormi, volevo che fosse la Fip a radiarci, così i risarcimenti saranno multimilionari. I giocatori sono andati via giustamente. La squadra è senza allenatore. C'è un blocco del mercato. La situazione è al collasso. Anche dal punto di vista dei rapporti con la Federazione, coni deferimenti uno dietro l'altro che non c'entravano nulla. Era un piano prestabilito da tempo. Ho ottimi rapporti con tutti. Anzi, pubblicherò i messaggi che mi hanno lasciato. Mi hanno ringraziato. Alcuni anche commossi di tutto quello che è stato il nostro rapporto. Pubblicherò tante cose nei prossimi giorni. Ma prima devo vincere uno dei deferimenti che abbiamo in corso con la giustìzia ordinaria, ci vogliono sentenze. E arriveranno. Aspettiamo. Andrò fino in fondo. Non mollo di un centimetro. Il piano è che dobbiamo vincere con la giustizia ordinaria e poi ci dovranno restituire tutto quello che ci hanno tolto. Se vinciamo, evidentemente ci dovranno restituire tutto quello che ci hanno levato. E se non succede? Andremo alla Corte europea. Abbiamo già preparato anche un ricorso come ha fatto Andrea Agnelli con la Juventus, che ha vinto. È una battaglia che è destinata a distruggere per sempre la giustizia sportiva. Evidentemente cambierà tutto. Intenzione di vendere? No, nel modo più assoluto. Voglio rispetto, ci sono state gravissime forzature da parte della Federazione e del Tribunale federale del basket. Antonini va avanti, sono una persona per bene Ci ho rimesso fin qui 20 milioni di euro. Se fossi stato un truffatore sarei già scappato, ci ho sempre messo la faccia. Lotto fino alla fine per la verità".

Inoltre, il presidente del club siciliano è tornato a parlare della scelta che lo ha portato a scegliere Trapani:

"Non verrei mai a Trapani, nemmeno sotto tortura. È stato un errore. Mi hanno abbandonato alla prima curva pugnalato come un traditore. Non lo accetto. Tradito da chi? Le istituzioni trapanesi. Mi hanno fatto firmare una convenzione di 30 anni per il Palasport. E dopo un anno e 2 milioni e mezzo di euro mi hanno detto che la convenzione non valeva più. E non erano neanche disposti a riconoscere i lavori che avevo fatto. li ho denunciati, abbiamo fatto decreti ingiuntivi, abbiamo fatto una causarli risarcimento danni contro il Comune, contro il Libero Consorzio per lo stadio del calcio. Tanti problemi sono nati qui. Ho sbagliato a dare fiducia alle persone non corrette, e sto pagando quello".


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