Gherardini: "LBATV prodotto di qualità eccellente, dobbiamo uniformare il movimento per renderci futuribili"
Maurizio Gherardini, presidente della LBA, ha parlato in conferenza stampa a poche ore dalla finale della Frecciarossa Final Eight 2026 tra l'Olimpia Milano e Derthona Tortona. Questi i passaggi più interessanti, compresi alcune specifiche fornite da Stefano Valenti (Ufficio Stampa LBA): “Oltre 5000 persone hanno iniziato a interagire con la piattaforma di LBATV durante la Final Eight 2026. LBATV ha dedicato oltre 34 ore di diretta per la kermesse, Sky oltre 21. Per quanto riguarda la Next Gen, avevamo titolato “Il raddoppio della Final Eight”: a livello digital abbiamo avuto la produzione di 183 contenuti e 3,9 mln totali di visualizzazioni. Per lo ShowTime Game, 120 contenuti prodotti da tutti i diretti interessati, con 8.2 mln di visualizzazioni sui canali LBA“.
Indici che fanno ben sperare:
“Sono segnali promettenti, bisogna lavorare in questa direzione. Portare i giovani a giocare a contatto coi grandi è stata una scelta interessante, ha destato curiosità. L’accoppiamento fa piacere, è un esperimento interessante. Lo ShowTime Game ha mostrato la potenzialità di diventare un asset in futuro per diventare una produzione di eventi. I dati di LBATV? Una scelta controcorrente, dove siamo partiti in fretta e furia, ma non ci sono dubbi che la qualità del prodotto è eccellente“.
Il futuro della Coppa Italia per quanto riguarda la sede ospitante delle Final Eight:
“Dopo un evento è normale che ci siano delle riflessioni. Siamo soddisfatti del ritorno, economico e istituzionale, che stiamo avendo a Torino. Non vediamo l’ora di finire l’evento per valutarlo nella sua completezza e parlarne con le istituzioni preposte. Lo faremo tra qualche tempo“.
Quest'anno il basket italiano ha perso in corsa Trapani e Bergamo:
“Nel momento in cui mi sono trovato a prendere in mano il volante, a ottobre, ho sempre puntato su alcuni termini. Uno di questi è sostenibilità: se vogliamo crescere come lega dobbiamo essere in partenza più sani. Come arrivarci? Bisogna cambiare la cultura della gestione dei club. Dobbiamo spendere dei soldi che generiamo, e non possiamo spenderli interamente per la costruzione del roster. Bisogna investire sulla struttura: bisogna ripensare certi parametri e certi modi di pensare. Siamo un movimento disomogeneo nelle proporzioni, dobbiamo uniformarci per renderci futuribili. Abbiamo già iniziato un percorso di confronto per migliorare un certo tipo di controlli: la qualità della LBA parte dall’interpretazione di cosa significa gestire un club”.
Sugli errori delle gestioni precedenti della LegaBasket e dei vertici della pallacanestro italiana:
“Ricordo quando l’ACB veniva in visita per capire quali fossero i segreti della LegaBasket, ora siamo quasi il 6° posto tra i sondaggi tra i campionati europei… C’è stato un insieme di motivi: è cambiato il modo di investire nel basket, e forse non l’abbiamo capito in tempo. Ci siamo rilassati di fronte a una realtà relativamente ricca senza capire che le cose stavano cambiando. Dal format alla visibilità a tutto ciò che può creare business, quello che ci deve far ragionare è che bisogna guardare il quadro grande. Quello che faccio fatica a trasmettere è che siamo una squadra, dobbiamo lavorare sapendo che le esigenze del singolo devono diventare esigenze/richieste/soluzioni di tutti. Bisogna lavorare meglio insieme. Il nostro movimento ha troppe realtà rispetto alla dimensione e alle risorse che possiamo sviluppare. Tendiamo più alla mediocrità che all’eccellenza: dobbiamo dare più qualità a tutto quel che vogliamo sviluppare. Nell’ultima assemblea, ho presentato lo studio degli ultimi 4/5 di competizioni europee: il dato migliore è di questa stagione. Da un lato è positivo, significa che c’è un miglioramento; dall’altro è negativo, perché non siamo nemmeno al 50% di partite vinte! Siamo tutti stakeholders coinvolti nella stessa maniera: è importante riuscire a descrivere sempre il mezzo bicchiere pieno invece di quello vuoto. Ho recentemente incontrato i coach di LBA e della federazione: coach Banchi ha spiegato i nuovi trend tattici del Gioco, anche il loro ruolo deve essere di educatori verso i propri giocatori e verso le proprie proprietà. Abbiamo di fronte la necessità di fare scelte di maggior buonsenso: se manca la passione e la flessibilità, la disponibilità nei confronti della stampa, non percorreremo la strada giusta”.
Il progetto NBA Europe sta nascendo e si valuta il coinvolgimento delle realtà italiane (Cremona, Roma, Trieste):
“NBA Europe sta andando avanti con un progetto importantissimo, è chiaro ed evidente che – considerando l’Italia come uno dei paesi cardine del progetto – la Lega che garantisce successo a livello globale ha gli occhi sull’Italia. Credo che sia un valore aggiunto per la lega domestica, ma l’effetto a cascata sarà da valutare nei prossimi mesi. Non abbiamo ancora alcun documento ufficiale né formalizzazioni”.