Apu Udine, Alibegovic: “Spero di giocare fino ai 42 e di ritirarmi qui a Udine”
Il capitano dell' Apu Udine Mirza Alibegovic si è raccontato a Sul Parquet, il podcast di PianetaBasket, dopo la grande stagione disputata a Udine nell'anno del suo ritorno in Serie A.
Nonostante l'età, Mirza è riuscito comunque ad essere protagonista nella massima serie: "Dico la verità. Ho 33 anni. Battiamo ferri, spero di giocare fino ai 42. Ritirarmi a Udine? Se mi vorranno fino ai 42, ben volentieri. Ho ancora due anni di contratto. Sto molto bene qua. Per la prima volta nella mia vita sto a 10 minuti dai miei genitori, anche per loro è una cosa veramente bella dopo tanti anni. Ovviamente delle cose stanno cambiando in società, anche se hai pluriennali dopo ogni anno comunque ci sediamo, si parla con allenatori, GM, presidente. Si trova la quadra. È l'unico posto, stranamente, che mi ha dimostrato un amore così grande ancora prima che giocassi un minuto. Una roba assurda, strana. Sono di qua, sembrava che la gente aspettasse il ritorno di uno della famiglia Alibegovic. Sembrava si stesse aspettando questo momento. Ringrazio tutti per l'affetto. C'è grande feeling e amore con tutto il popolo bianconero".
"La mia carriera possiamo paragonarla a una giornata di sciopero alla stazione. Arrivi lì, magari i primi due treni alle 6 di mattina partono regolari. Ma io ho dormito, non sono arrivato in tempo, mi sono svegliato tardi e non ho preso i treni giusti. Poi purtroppo gli anni sono passati. La mia fortuna è stata restare alla stazione ad aspettare il treno. Se avessi detto: "Oggi c'è sciopero, vado a casa e prendo il treno domani", non mi sarebbe mai presentata un'opportunità del genere".
"Sono convinto che sia arrivato al momento giusto il ritorno in Serie A. Negli anni ci sono state offerte, ma molto politicamente corrette. Se vuoi venire, vieni, altrimenti prendiamo un altro alla stessa cifra o ruolo. Magari per fare numero. Io volevo entrare con il calcio dalla porta principale. E rientrare con un senso. Ho avuto delle opportunità, che non ho sfruttato al meglio, come ho detto. Ma credo di essere tornato nel momento migliore della mia carriera a livello di maturità, gioco, capienza di sistema, di conoscenza della pallacanestro. E di essere tornato anche nel periodo migliore della mia carriera. Bisogna crederci. Stare in quella stazione, e aspettare il momento giusto, il treno giusto. Arriverà sempre. Se vai a casa, sicuramente non arriverà".
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