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Apu Udine, Alibegovic: "Essere sottovalutato per me è uno stimolo, Pedone è un grande presidente"

di Alessandro Vescini

Mirza Alibegovic ha rilasciato una lunga intervista a Sky Sport dove ha sottolineato quanto l'aspetto mentale abbia inciso nella sua carriera per farlo arrivare fino a qui: "Fino a poco tempo fa alcune persone non volevano prendermi perché dicevano che non ero clutch (termine gergale usato nel basket per definire chi è decisivo, ndr). Io però lavoro ogni giorno per migliorarmi. Se poi il canestro entra, bene, ma la cosa più importante è portare a casa il risultato di squadra. Le prestazioni personali contano meno della vittoria”.

"Ho sempre vissuto il fatto di essere un underdog. Sin dalle giovanili, quando dicevano che giocavo solo per il cognome, fino alla A2 dove non ero considerato vincente. Poi però ho vinto, ho segnato tiri importanti, e ho dimostrato di poter stare a certi livelli. Essere sottovalutato per me è uno stimolo: se tutti ti dicono che sei bravo, forse non stai migliorando. Le critiche aiutano”, ha continuato poi il capitano dell'Apu Udine.

Sul peso del cognome ha voluto ribadire: “All’inizio un peso. Tutti pensavano fossimo lì solo per quello. Poi, col tempo e con i risultati, le cose cambiano. Mio fratello Amar sta facendo una grande carriera, ma per noi nostro padre resta il punto di riferimento, il nostro idolo, il giocatore più forte della famiglia. Siamo molto uniti. Ci supportiamo sempre, soprattutto nei momenti difficili. Il basket è importante, ma la vita lo è di più. Stare insieme è fondamentale. Ci rispettiamo, ci aiutiamo a vicenda. Abbiamo anche un cugino che gioca in NBA nei Boston Celtics”.

Infine, Alibegovic ha chiuso facendo una panoramica sulla società friulana della quale è capitano: “Il Presidente ha costruito tutto dal basso, passo dopo passo, con il duro lavoro fino alla Serie A. È un grande Presidente, è sempre vicino alla squadra e spero che continui a fare crescere il club perché per la città è qualcosa di bellissimo”.


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